Olio essenziale di Pino silvestre

Continuiamo con la nostra carrellata delle conifere, le essenze tipiche dell’inverno, con il Pino silvestre.

 

Pino silvestre

Nome botanico: Pinus sylvestris L. (Pinaceae)

Sinonimo: P. altissima Ledebour

Parte usata: aghi e ramoscelli fogliari distillati in corrente di vapore. Dalla distillazione distruttiva o secca del legno si otteneva un catrame detto di Stoccolma, mentre dalla resina distillata in corrente di vapore si otteneva un tempo la trementina; la distillazione a secco di segatura e scarti legnosi e delle radici dava un olio essenziale di bassa qualità (detto olio essenziale di radice).

Provenienza: cresce spontaneo in tutta l’Europa e in parti dell’Asia, ed è nativo (insieme al ginepro e al tasso) della Gran Bretagna; è prodotto principalmente in Austria, Svezia, Norvegia, paesi baltici e Russia (Siberia), ma anche negli USA.

Caratteristiche chimiche: contiene il 50-97% di idrocarburi monoterpenici come alfa- e beta-pinene (in media il 70%); (-)-limonene (fino al 30%); beta-fellandrene (0,5-11%). Come il Pino mugo, contiene naturalmente percentuali elevate di delta3-carene (fino al 30%). Contiene fino al 3,5% di acetato di bornile (rari casi fino al 10%), acetato di isobornile (tr). Probabilmente esistono due chemiotipi: alfa-pinene e delta3-carene. La trementina contiene delta3-carene, dipentene, pinene, alcoli sesquiterpenici. L’olio essenziale di radice contiene alfa- e beta-pinene (40%), furfurale, delta3-carene (50%).

Caratteristiche organolettiche: Il colore può andare dall’incolore al giallo paglierino, a volte con tinte verdastre. L’aroma dipende abbastanza dalla varietà utilizzata, ma la maggior parte ha l’aroma tipico da pino, fresco resinoso, un po’ più grezzo del pino mugo ma meno del pino nero. La nota finale è fresca, di colofonia ma un poco sporcata verso la fine.

Adulterazioni: L’olio essenziale di Pinus sylvestris è raro. In commercio è quasi sempre costituito da altre specie di Pinus, Picea e Abies. Gli oli essenziali provenienti da Abies balsamica o Abies sibirica tendono ad avere note alte più dolci, mentre quelli  provenienti da Picea spp. hanno un aroma più crudo e da trementina. Viene inoltre adulterato con misture di canfene, alfa-pinene, (-)-limonene, isobornil acetato, borneolo e altri composti isolati. Le aggiunte di borneolo e isobornil acetato possono essere scoperte grazie all’analisi gascromatografica dei rapporti borneolo/isoborneolo e bornil acetato/isobornil acetato.

Attività: sembra avere azione balsamica espettorante, rubefacente e stimolante del SNC, probabilmente per l’effetto irritante dei monoterpeni. Ha anche attività moderatamente antimicrobica, repellente per zanzare, mosche e tarli. Usato in formulazioni di deodoranti per i piedi, in creme per problemi cutanei. In profumeria si aggiunge alle formulazioni per dare freschezza ad accordi maschili, e si usa nei mix erbacei e per rinfrescare le fougeres.

Sicurezza: rischio di sensibilizzazione allergica se l’olio è ossidato. In caso di olio ossidato non utilizzarlo. Si sconsiglia l’utilizzo dell’olio essenziale per bocca in gravidanza e in allattamento al seno.

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