Olio essenziale di Elicriso

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Continuiamo il viaggio nelle essenze sarde del progetto Gadoi con una delle piante più tipiche della macchia sarda, e che si accompagna spesso con il Lentisco che abbiamo visto precedentemente, l’Elicriso. Anche se in molti visitatori delle coste sarde dicono di non riconoscere l’elicriso dalle foto, nella maggior parte dei casi non appena ne sentono l’aroma lo riconoscono come il carattere tipico della macchia sarda (e corsa), che la differenzia da altre macchie emditerranee grazie a questo aroma dolce e speziato, che ha portato gli inglesi a chiamare l’elicriso la “curry plant”.

Olio essenziale di Elicriso

 

Nome botanico: Helichrysum italicum (Roth) G. Don (Asteraceae)

Sinonimo: Gnaphalium italicum Roth

Parte usata: fiori.

Provenienza: distribuita in Europa del sud (Corsica, Sicilia, Cipro) e in Africa nord occidentale. Coltivata in Francia meridionale, Italia, Balcani e altre regioni mediterranee.

Caratteristiche chimiche: olio dalla grande complessità e variabilità a seconda della provenienza geografica. Tipicamente contiene alfa-cis-bergamotene, isoitalicene, alfa – beta – gamma – curcumenelinalolo, nerolo, guaiolo, eudesmoloacetato di nerile, propanato di nerileitalidione I, II, e III.

Caratteristiche organolettiche: liquido mobile giallo o ambrato, o a volte una pasta morbida che si scioglie poco sopra la temperatura ambiente. Odore speziato, legnoso, leggermente di seme, forse di semi di sedano, fiore d’arancio, lo zafferano. Nota finale ancora di sedano e fruttata.

Sicurezza: non è stato studiato per la sua tossicità e sicurezza.

Effetti: attività antibatterica, antinfiammatoria e vulneraria.

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