Lavanda Vera

Lavandula angustifolia Mill., Gard. Dict. ed. 8: n.º 2 (1768)

    • Tracheophyta
      • Spermatophytina
        • Magnoliopsida
          • Asteranae
            • Lamiales
              • Lamiaceae Lindl.
                • Lavandula L.

Sinonimi
Lavandula vera DC
Lavandula delphinensis Jord. ex Billot
Lavandula fragrans Salisb.
Lavandula officinalis Chaix
Lavandula spica L.
Lavandula vulgaris Lam.

Pianta perenne suffruticosa, sempreverde, alta da 40 a 100 cm, molto profumata. Fiori profumati, viola porpora, piccoli e in spighe, con fioritura da giugno a settembre.
È pianta originatasi in Persia o nelle Isole Canarie, ed in genere nei paesi del Mediterraneo, in Europa e Africa settentrionale; ormai è coltivata, per il suo olio essenziale ed anche come pianta da giardino, in molte regioni, dal Mediterraneo alla Norvegia.  L’olio della lavanda vera, ricavato per distillazione in corrente di vapore delle cime fiorite fresche, è certamente uno tra i più conosciuti al mondo, per la sua profumazione gradevole e per la sua attività calmante.
L’olio varia da incolore a giallo pallido, con aroma tipico, dolce, floreale-erbaceo e rinfrescante, con una nota balsamico-legnosa piacevole.  In media per ottenere 1 litro di olio essenziale ci vogliono 100-200 kg di pianta.  Sono stati identificati più di 300 componenti dell’OE di Lavanda, ma i più importanti per quanto riguarda la caratterizzazione olfattiva sono esteri ed alcoli.  I fiori di lavanda sono stati utilizzati tradizionalmente per migliaia di anni.  L’OE di lavanda è ampiamente utilizzato in profumeria come parte degli accordi di fougere, chypres e ambre e nei saponi, oppure in piccole quantità nelle acque di colonia (agrumate o acque di lavanda) e in stili maschili.  L’olio di lavanda è molto delicato e dovrebbe essere utilizzato entro un anno e mezzo dalla produzione.

Sinonimo botanico

Lavandula angustifolia f. albiflora (Rehder) Geerinck
Lavandula angustifolia var. delphinensis (Jord. ex Billot) O.Bolòs & Vigo
Lavandula delphinensis Jord. ex Billot
Lavandula fragrans Salisb.
Lavandula officinalis Chaix
Lavandula officinalis f. albiflora Rehder
Lavandula officinalis var. delphinensis (Jord. ex Billot) Rouy
Lavandula spica L. var. α Auct.
Lavandula spica var. angustifolia (Ging.) Briq.
Lavandula spica var. delphinensis (Jord. ex Billot) Nyman
Lavandula vera DC.
Lavandula vera var. angustifolia Ging.
Lavandula vera var. ligustica De Not.
Lavandula vulgaris Lam.

Taxa infraspecifici: sottospecie, varietà, cultivar, chemiotipi

Sottospecie.
Le normali variazioni infraspecifiche nell'areale di questa pianta non sono ancora pienamente comprese, e questo si riflette nelle differenti nomenclature utilizzate.
Le due sottospecie riconosciute da Upson e Andrews (2004) sono Lavandula angustifolia Miller sbsp. angustifolia e Lavandula angustifolia sbsp. pyrenaica (DC.) Guinea, The Plant List riconosce solo la sottospecie pyrenaica, facendo rientrare la sottospecie angustifolia nella specie.
Anche se sono ufficialmente riconosciute al massimo due sottospecie la complessità della tassonomia della lavanda è ancora irrisolta e potrebbero esserci nuove descrizioni di taxa infraspecifici.
La sottospecie angustifolia è la più comunemente utilizzata per l'estrazione degli oli essenziali ed è stata sottoposta nel tempi ad una forte selezione da parte dell'uomo, che abbinata alla sua naturale variabilità fa si che esistano moltissime varietà e cultivar.
La sottospecie pyrenaica, proveniente dai Pirenei orientali e dal nordest della Spagna, ha brattee fiorali più grandi, una spiga più corta e condensata, fiori più blu viola ed è più bassa e (25–35 cm).

Cultivar.
Di tutte le cultivar sviluppate le più conosciute solo la ‘Hidcote’ , la ‘Loddon Blue’ la ‘Munstead’ , la ‘Rosea’ , la ‘Nana Alba’, ma ne esistono molte altre:
Alba, Amanda carrier, Ashdown Forest, Avice Hill, Backhouse Purple, Barr's Miniatur Blue, Beechwood Blue, Beth Wagstaff, Betty's Blue, Blanquette, Bleu Velors Paul, Bleu Velors paul, Blue bun, Blue Icr, Blue Mountain, Blkue Mountain White, Blue River, Blue Scent, Bosisto, Bowles early, Bridehead Silver, Bridestow, Budakalaszi, Buena Vista, Carolyn Dille, Carroll Gardens, Cedar Blue, Celestial Star, Coconut Ice, Col de riouze, Colgate Blue, Common, Compacta, Croxton's Wild, Crystal Light, Delicata, Delphine, Downings, Dward Blue, astgrove nana, Edith, Egerton Blue, Elizabeth, Erbalunga, Fiona English, Flocon, Folgate, Forstan, Foveaux Storm, Fragrance, Francesco DeBaggio, Francine, Fring A, G4, Glasnevi, Grace leigh, Granny's Boquet, Graves, Gray lady, Gwendolyn Anley, Helen Batchelder, Hidcote Pink, Hidcote Supreme, Huntingdon, Imperial Gem, Irene Doyle, J2, Jardin des lavanders, Kerry, Lady, Lady Ann, Lady Violet, Lavenite Petite, Batlad, Clarmo, Loddon Pink, Luberon, Lullaby Blue, Lumieres des Alps, Luna, M4, Mailette, Manon sdes Lavandes, Martha Roderick, Matheronne, Mausen Dwarf, Melancolie, ;elissa, Melissa Lilac, Middachten, Midhall, Midnight Blues, Miss Katherine, Mitcham Grey, Moira Key, Monastery Blue, Mont Ventoux, Mottisfont Abbey, Mr Thompson's Blend, Mystique, Nana Atropurpurea, No. 9, Oka-Murasaki, Otago Haze, Pacific Bue, Pacific Pink, Pastor' Pride, Peter pan, Premier, Princess Blue, Pridence, Purple Pixie, Reve de Jean-Claude, Royal Purple, Royal Velvet, Sachet, San Juan Bautista, Sarah, Seal's Seven Oaks, Sharon Roberts, Shirley, Silver Blue, Skylark, South Pole, St-Christol, St. Jean, Summerland Supreme, Susan Belsinger, Tarras, Tasm, The Colour Purple, Thumberlia Leigh, Tom Garbutt, Trolla, Tucker's Early Purple, Twickel Purple, Victorian Amethyst, Violet intrigue, Walley's Flower Garden, Wendy Carlile, Winton, W.K. Doyl, Wyckoff, 338/8, 565/6





Sinonimo inglese

Common Lavender
Garden Lavender
Lavender

Sinonimo italiano

Archemissa
Ispigula
Lavanda vera
Sciarmutan
Spica di Francia
Spicanardo
Spigo de san Giovanni
Spigo nardo
Spigoncia

Sinonimo spagnolo

alfazema (Castigliano), alhucema (Castigliano), aljucema (Castigliano), aspic (Catalano), banda (Euskadi), barballó (Catalano), barbayó (Catalano), barmaió (Catalano), belachetá (Euskadi), belarcheta (Euskadi), belarrtxeta (Euskadi), belatxeta (Euskadi), belharr-txut (Euskadi), belharrxut (Euskadi), berbelló (Catalano), espic (Catalano), espich (Catalano), espigol (Aragonese), espígol (Aragonese), espigol (Catalano), espígol (Catalano), espigol (Majorchino), espigol (Castigliano), espigol (Valenziano), espígol (Valenziano), espígol femella (Catalano), espígol ver (Catalan), espigola (Aragonese), espígola (Catalano), espigola (Castigliano), espígola (Castigliano), espigolina (Aragonese), espigolina (Catalano), espigolina (Castigliano), espigolina (Valenziano), espika (Euskadi), espit (Catalano), esplego (Castigliano), esplicá (Euskadi), espliego (Aragonese), espliego (Castigliano), espliego común (Castigliano), espliego de la hoja angosta (Castigliano, espliego francés (Castigliano), espliego morisco (Castigliano), espligo (Castigliano), espligo (Valenziano), esplika (Euskadi), esprigol (Majorchino), esprígol (Majorchino), espugol (MMajorchinojorcan), ispiau (Euskadi), ispilicuá (Euskadi), ispiliku (Euskadi), izpiliku fin (Euskadi), izpliku (Euskadi), lavanda (Catalano), lavanda (Castigliano), lavándula hembra (Castigliano), lavándula macho (Castigliano), llavanda (Catalano), tuma (Castigliano)

Sinonimo tedesco

Lavendel
Narde

Nomi alternativi

alfacema, alfasema, alfazema, espicinardo do reyno, lavanda, lavandula

Altre specie

Il genere Lavandula comprende molte altre piante di grande importanza orticolturale ed economica: L. x intermedia (lavandino), L. latifolia (spiganardo), L. dentata e L. stoechas.
Per produrre olio essenziale di lavanda vera però non vengono usate altre specie a parte L. angustifolia, ma alcuni autori identificano almeno due sottospecie utilizzate: Lavandula angustifolia sbsp. angustifolia, e Lavandula angustifolia sbsp. pyrenaica (DC) Guinea. Altri autori riconoscono solo la sbsp. pyrenaica.

Descrizione botanica

Pianta perenne suffruticosa, sempreverde, alta da 40 a 100 cm, grigio-tomentosa, molto profumata.
Foglie opposte, sessili, lineari-lanceolate, intere (2 x 25-40 mm), bianco-grigio tomentose con bordo revoluto da giovani, sempre più verdi con l'età.
I fusti fiorali sono eretti, quadrangolari, pubescenti. Di solito non ramificati, alti 10–25 cm., portano l'infiorescenza a spiga luga 4–5(–8) cm,.
Infiorescenza: sono tirsi a spiga compatta (una infiorescenza composta da un asse centrale indeterminato e sottoassi cimosi organizzati in verticillastri di coppie opposte di cime) a volte con un verticillastro remoto più alla base del fusto non ramificato.
Le cime individuali portano 3, 5, 7 o 9 fiori che si aprono in sequenza dal centro alla periferia ad intervalli di circa 1 settimana. I verticillastri sono più o meno sincronizzati nel loro sviluppo cosicché l'infiorescenza porta una miscela di fiori a differenti stadi di maturazione, e si trovano fiori aperti distribuiti si differenti verticillastri.
Fiori profumati, viola porpora, piccoli (9-12 mm)
Brattee: da ovali-romboidali ad obovate, presenti piccolissime bratteole.
Calice con 13 venature
Corolla bilabiata con labbro superiore bilobato e l’inferiore trilobato.

L’essenza, pur essendo presente in tutta la pianta, è contenuta soprattutto in tricomi ghiandolari che si trovano fra le scanalature del calice. L'essenza presente nelle foglie è di qualità differente da quella presente nei fiori.
Fonti: Guitton et al (2009) Physiologia Plantarum

Habitat e coltivazione

Le specie del gen. Lavandula sono tipiche del clima temperato dell’area mediterranea e sono xerofite. La lavanda si trova nel Mediterraneo, nel Nord America, in Australia (Tasmania). M. Felix Eysseric scrisse di avere trovato lavanda in Svezia, adattata al freddo e protetta dalla neve.
La lavanda non presenta particolari esigenze di terreno e vegeta anche in ambienti marginali. È una pianta eliofila, predilige terreni assolati in quanto solo con un’elevata illuminazione riesce a fornire un olio essenziale di buona qualità.
Le condizioni ottimali per la coltivazione sono i pendii collinari esposti a sud. È resistente alle basse temperature (fino a - 20°C) durante il periodo di riposo vegetativo (inverno), ma teme le gelate tardive.
Si adatta bene agli ambienti montani della zona temperata, In Italia settentrionale si trova sopra i 750 m s.l.m.
È una pianta rustica resistente alla siccità, preferisce terreni sufficientemente profondi, secchi, ben drenati, freschi, ma sassosi calcarei a pH 6-8; non tollera terreni acidi, soggetti a ristagni idrici, il terreno umido d’inverno è particolarmente deleterio.
In terreni pesanti si può aggiungere ghiaino a 25 Kg/m2.
Coltivata in Argentina, Brasile, Bulgaria, Cipro, Inghilterra, Grecia, Ungheria, Italia, Giappone, ex URSS, Spagna, Tanganika, Tasmania, Turchia ed ex Yugoslavia.
Alcune coltivazioni e distillazioni sperimentali perfino nello stato di Washington, USA.
La produzione della Tasmania è quasi esclusivamente assorbita dall’Australia e anche il Giappone produce solo per il mercato interno. La produzione francese varia dalle 50 alle 100 tonnellate per anno, ma è difficile stabilire dati accurati a causa dell’abitudine invalsa a “tagliare”, adulterare e “allungare”.

Propagazione
Può essere fatto partendo dal seme, usando 50 gr seme/ha, ma il metodo è poco diffuso in quanto i semi sono caratterizzati da un’accentuata dormienza ed è necessario ricorrere a trattamenti ormonali (acido gibberellico) o termici (2°C per una settimana).

Talee
Vanno asportate da piante di due tre anni di età, meglio se in tardo agosto e primi di settembre per svernare in vasi da 9 cm. Il materiale vegetale deve essere morbido e lungo 5 cm. (ma anche 10-15 cm,).
Non cambia molto se il taglio è nodale, internodale o altro. Il materiale dovrebbe essere preso da esemplari perfetti, esenti da pesti, malattie o habitus sbagliato.
Le talee migliori sono quelle ottenute da rami laterali che non hanno fiorito e staccate con una parte di legno vecchio (il cosiddetto tallone) oppure lasciando un pezzetto del ramo di origine (talea a magliolo).
Per favorirne il radicamento rimuovere le foglie più basse della talea per liberare 2 cm di fusto, effettuare regolari innaffiature, usare un buon contenuto di sabbia nella terra da vivaio, è consigliabile utilizzare ormoni sintetici in polvere (tipo Germon) in cui immergere la parte basale della talea prima di metterla a dimora in compost specifico, come ad esempio un medium di radicazione senza terra e circa il 20% di vermiculite.
Le talee di lavande da montagna vogliono circa due settimane per radicare, con il 95–100% di successo. Generalmente non vengono messe a dimora direttamente, ma in vivaio in file distanti cm 40 e a 15 cm sulla fila e trapiantate l'anno successivo. Usare talee tenere e semi mature in tunnel basso in una serra oppure una mist bench. Riscaldamento dal basso a circa 23°C può essere fornito con un cavo a riscaldamento del terreno, oppure un pannello riscaldante coperto di polietilene e matting capillare. L’umidità che si sviluppa in un tunnel basso è simile a quella che si trova in una unità mist con un controllo elettronico dell’umidità della foglia.

Sesto d’impianto
100-110 cm. tra filari X 50-70 cm. tra piante; (oppure 140-150 cm tra filari X 30-50 tra piante)
Per un ettaro servono circa 20.000 talee, tenuto conto normalmente del 50% di fallanze.

Esigenze
Terreni da neutro ad alcalini (pH 7–7.5).
Pieno sole.
Ottimo drenaggio.
Potatura ogni anno, senza scendere alla parte legnosa, lasciare due o tre paia di foglie nel cespuglio ed usare il materiale potato per far talee.
Potando in autunno aggiungere poca dolomia o calcare al terreno, evitando il fusto principale e spargendo intorno alla base. In primavera aggiungere solo poco fertilizzante, se ce ne fosse bisogno

Pratiche agronomiche
Essenziale per la riuscita dell'impianto è una buona aratura (50 cm) ed erpicatura associata ad una buona dotazione di letame (almeno 250 quintali) da distribuire nell'autunno precedente l'impianto su tutta la superficie.
Fino a quando le piante non chiudono le file bisogna eseguire delle sarchiature per controllare le malerbe, ma spesso si può ricorrere alla pacciamatura con film plastici. Un buon controllo delle malerbe è importante perché la lavanda non è molto competitiva, in particolare agli inizi della crescita in campo.
In primavera le talee o le piante ottenute da seme vanno disposte in buche profonde 15-20 cm.
Durante la piantagione si apporta dell'altro letame (maturo) da distribuire nella misura di 2/3 kg per buchetta. Si copre il letame con un leggero strato di terra e, quindi, si colloca la piantina.
Al primo anno di impianto - in settembre - si provvede al cespugliamento artificiale, consistente nella sistemazione a raggiera delle ramificazioni assurgenti, sotterrandole e rincalzando al centro con terra leggermente compressa. Il primo anno di impianto viene fatta una cimatura delle piantine, circa dopo 60 giorni dal trapianto, per rafforzare l’apparato radicale.
La lavanda non necessita di irrigazione. Viene effettuata in fase di impianto per favorire l’attecchimento delle piantine e, se necessario, in caso di forte siccità estiva Concimazione. Le cure successive riguardano una somministrazione annuale di un concime ternario ad alto titolo di azoto, e qualche erpicatura o falciatura dell'erba negli interfilari.
Teoricamente la lavanda necessita di modeste quantità di fosfato e potassio. Una fonte adeguata di potassio è importante per lo sviluppo floreale, ma livelli troppo elevati possono essere deleteri. Apporti di calcio sono importanti in terreni non calcarei. La lavanda risponde ad apporti di azoto a lato delle piante in primavera con aumento della densità della spiga e in resa in OE. D’altro canto un eccesso di azoto può essere controproducente causando un eccesso di crescita vegetativa riducendo la concentrazione di OE nella biomassa NB: in una coltivazione sperimentale in Egitto la resa migliore si è con applicazione foliare di S all’1% e con 47 kg/ha di urea.

Potatura
Le lavande che fioriscono una sola volta all’anno potrebbero avere una seconda fioritura debole dopo la potatura. Potarle fino a 22 cm subito dopo la fioritura (oppure abbassarle a 22 dopo il raccolto), in particolare le lavande che crescono alte, lasciando sempre dei butti. Per le lavande da climi caldi, che fioriscono quasi sempre, tenere sempre tagliati i fiori ed effettuare qualche potatura severe (22 cm) soprattutto sulle piante più vigorose. Dopo la potatura mantenere il compost abbastanza secco fino a che non appaia la prima rinascita.

Parte usata

Cime fiorite
Normalmente nella distillazione si lasciano 10 cm di fusto per evitare un impaccamento troppo forte del carico, e in modo da assistere una distribuzione omogenea del vapore attraverso la massa vegetale.

Raccolta

L’epoca ottimale per raccogliere il prodotto da distillare è l’inizio della sfioritura, o più precisamente quando si arriva al 60% della fioritura, in quanto la resa e la qualità aumentano all’aumentare dello sviluppo floreale fino alla comparsa dei primi semi. Di solito questo periodo è a Luglio, ma differenze di altitudine possono modificare il periodo ottimale. Si raccomanda di raccogliere in periodi caldi (temperature superiori ai 26°C), dopo almeno 10 giorni di assenza di piogge. In caso di pioggia inaspettata, si raccomanda di aspettare almeno 10 giorni prima di raccogliere, perché l’abbassamento delle temperature dopo una pioggia colpisce negativamente sia la quantità sia la qualità dell’olio essenziale.
Non ci sono differenze rilevanti in termini quantitativi durante la giornata, ma si raccomanda di raccogliere quando l’eventuale umidità mattutina sia evaporata.
La parte da raccogliere sono le cime fiorite con parte del fusto (10 cm)
La prima raccolta si esegue il secondo anno d’impianto, anche se le rese migliori si hanno al 3° e 4° anno.
Al terzo anno la coltura entra in piena produzione fino al 10° 12° anno dopo di che occorre provvedere all’espianto. Le cultivar di L. officinalis fioriscono prima delle x intermedie, all’inizio dell’estate, e se dopo la raccolta dei fiori si effettua una leggera potatura della pianta allo scopo di mantenere il cespuglio basso e di favorire il ricaccio di nuovi rami, si può fare una seconda raccolta prima dell’autunno.
La raccolta può essere meccanizzata e deve essere eseguita in giornate asciutte per evitare fermentazioni che potrebbero danneggiare il prodotto.
La pianta raccolta deve essere conferita immediatamente per la distillazione, se deve essere tenuta ferma per qualsiasi ragione non deve essere ammucchiata e non deve essere lasciata al sole.

Influenze della fase di sviluppo della pianta
La resa e la qualità aumentano all’aumentare dello sviluppo floreale fino alla comparsa dei primi semi. Di solito questo periodo è a Luglio, ma differenze di altitudine possono modificare il periodo ottimale.
La composizione dell’OE evolve gradualmente con la maturità dei fiori [Guitton]. I fiori non aperti hanno un OE dominato da a-, b-pinene, delta-3-carene, canfene, i fiori vecchi sono invece ricchi in linalolo, cis-ocimene, terpinen-4-olo, lavandulolo.
I fiori distillati in giugno mostrano composizione dominata da linalolo (28,1-36%), borneolo (12,9-14,8%), cis-b-ocimene (5,4-9,4%), 1,8-cineolo (7,1-18,1%), canfora (3,7-5,2% [Lakusic rt al. (2014) natural product communication 9(6):859-862])
Le foglie giovani sono dominate da 1,8-cineolo, borneolo [Lakusic rt al. (2014) natural product communication 9(6):859-862]
Le foglie vecchie sono dominate da 1,8-cineolo [Lakusic rt al. (2014) natural product communication 9(6):859-862]
Sono stati individuati da Guitton 3 gruppi di molecole che dominano le infiorescenze all’evolversi dell’ontogenesi:
G1 (domina le infiorescenze molto immature, diminuisce gradualmente fino a quando appaiono i primi fiori): delta-3-carene, limonene, mircne, bornil acetato, borneolo, 1,8-cineolo, trans-ocimene
G2 (inizia a salure quando fioriscono i primi fiori, e dopo 1 settimana domina insieme a G3): trabs-b-farnesene, b-cariofillene, germacrene D, lavandulil acettao, linalil acetato, più raramente cis-ocimene, lavandulolo
G3 (inizia a salire con il primo fiore, dopo 1 settimana domina insieme a G2 raggiunge il massimo con il primo seme): linalolo, terpinen-4-olo, più raramente cis-ocimene, lavandulolo.
Se dopo la raccolta dei fiori si effettua una leggera potatura della pianta allo scopo di mantenere il cespuglio basso e di favorire il ricaccio di nuovi rami, si può fare una seconda raccolta prima dell’autunno. Questo secondo raccolto è però di qualità molto diversa, l’olio essenziale sarà ricco in canfora e quindi non comparabile alla lavanda vera di primo raccolto. Piuttosto è preferibile usare questo raccolto per altri scopi.

Influenze dell'orario di raccolta
Non ci sono differenze rilevanti in termini quantitativi durante la giornata[3]
Resa 06:00 = 2,65%
Resa 10:00 = 2,68%
Resa 14:00 = 2,70%
Resa 18:00 = 2,69%
Ci sono rilevanti differenze qualitative durante la giornata [Hassiotis et al 2010]
Resa 6:00 = molti alcoli, chetoni ed esteri (linalolo, ottanone, cineolo)
Resa 10:00 = come alle 6:00
Resa 14:00 = molti esteri (ac linalile, ac. di lavandulile) e pochi alcoli
Resa 18:00 = Molti esteri pochi alcoli.
Si raccomanda di raccogliere quando l’eventuale umidità sia evaporata, e preferibilmente dopo le 14:00.

Influenza dei fattori climatici
Prendendo come esempio il periodo dal 1° giugno l 10 luglio, la resa in olio essenziale aumenta all’aumentare della temperatura ambientale e si riduce con le piogge [Hassiotis et al (2014) Industrial crops 62:359-366].
Si sono ritrovati tre gruppi di molecole diversamente influenzate dalle condizioni ambientali Hassiotis et al (2014) Industrial crops 62:359-3666]:
Gruppo 1, ovvero i composti che variano molto: linalolo, alfa-terpineolo, borneolo, 1,8-cineolo, lavandulin acetato. Dopo la pioggia il contenuto il linalolo si è abbassato, mentre si è alzato il contenuto in alfa-terpineolo, borneolo, lavandulil acetato
Gruppo 2, ovvero i composti che non variano: acetato di linalile, canfora
Gruppo 3, ovvero i composti presenti solo all’inizio della fioritura: limonene
Si raccomanda di raccogliere in periodi caldi (temperature superiori ai 26°C), dopo almeno 10 giorni di assenza di piogge. In caso di pioggia inaspettata, si raccomanda di aspettare almeno 10 giorni prima di raccogliere, perché l’abbassamento delle temperature dopo una pioggia colpisce negativamente sia la quantità sia la qualità dell’olio essenziale.

Anno di raccolta
La prima raccolta si esegue il secondo anno d’impianto, anche se le rese migliori si hanno al 3° e 4° anno.
Al terzo anno la coltura entra in piena produzione fino al 10° 12° anno dopo di che occorre provvedere all’espianto.

Conclusioni
L’abbassamento delle temperature dopo una pioggia colpisce negativamente sia la quantità sia la qualità dell’olio essenziale, a causa della rottura dei tricomi ghiandolari e/o alle alterazioni nella biosintesi dei terpenoidi
La resa aumenta all’aumentare dello sviluppo floreale
Il linalolo ha livelli fluttuanti, e si riduce a causa dell’abbassamento della temperatura, mentre aumenta all’avanzare della fioritura
L’acetato di linalile non è sensibile ai cambiamenti ambientali ed ontogenetici
1,8-Cineolo e terpinen-4-olo si alzano al ridursi della temperatura e con la pioggia
Limonene e cis-ocimene si riducono all’avanzare della fioritura
In genere all’avanzamento della fioritura corrisponde un graduale passaggio da monoterpeni idrocarburici a monoterpenoli
Il periodo ottimale di raccolta:
◦ 60% della fioritura
◦ Temperature superiori ai 26°C
◦ Nessuna pioggia nei precedenti 10 gg
◦ Se piove aspettare almeno 10 gg

La raccolta può essere meccanizzata e si impiegano falcia-legatrici che hanno una capacità di lavoro pari ad 1 ettaro in circa 3 ore; la pianta va raccolta con meno foglie possibili. Deve essere eseguita in giornate asciutte per evitare fermentazioni che potrebbero danneggiare il prodotto. Ulteriori meccanizzazioni prevedono l’utilizzo di falciatrici che raccolgono e caricano la lavanda all’interno di cassoni speciali che diventano poi il corpo dell’alambicco
La pianta raccolta deve essere conferita immediatamente per la distillazione, se deve essere tenuta ferma per qualsiasi ragione non deve essere ammucchiata e non deve essere lasciata al sole.

Rese in pianta fresca

La resa in infiorescenze cresce nei primi 6-7 anni d’impianto, raggiungendo un massimo di 50-70 kg/100 m2 (2-5 tonn/ha, max 10 tonn/ha al 3° anno, 500-1200 kg/ha pianta secca) per poi decrescere negli anni successivi.

Parametri di distillazione

Distillazione in corrente di vapore. Tempo medio di distillazione: 1-1,30 ore.
Il metodo d’estrazione classico per le lavande è la distillazione in corrente di vapore, mentre idrodistillazione e distillazione in acqua e vapore sono metodi di seconda scelta.
Dal punto di vista della distillazione, le lavande sono materiale vegetale con oli superficiali e superfici assorbenti, perché l’olio essenziale è portato in tricomi ghiandolari esterni sul calice e perché la natura villosa del calice offre grande capacità di assorbenza.
I distillatori classici usati per la lavanda e piante comparabili sono dei cilindri verticali con griglia perforata a supporto del materiale vegetale distante circa 15 cm dal fondo, in modo da creare una camera di equalizzazione per il vapore.
L’altezza del distillatore deve essere almeno di 130 cm, mentre il diametro dipenderà dalla portata del generatore di vapore, nel senso che per ogni portata di 3 kg/min di vapore, la sezione trasversale dell’alambicco dovrebbe essere di 1 m2.
Se è possibile il materiale dovrebbe essere pressato in modo da raggiungere una densità omogenea di circa 275kg/m3, e particolare attenzione dovrebbe essere prestata a pressare particolarmente bene il materiale lungo le pareti dell’alambicco.
Il vapore mediamente dovrebbe essere saturo al 97%, con un 3% di particelle di acqua liquida. Un vapore che entra l’alambicco a 3 bar è generalmente secco ed è in grado di assorbire parte dell’umidità della pianta, e usare vapore a pressioni maggiori comporta un maggior assorbimento dell’acqua, permettendo quindi di gestire materiali vegetali con differenti gradi di umidità. In qualche caso è utile poter avere vapore generato a 7 bar, in caso di materiali molto umidi (dopo una pioggia ad esempio). Questo vapore è in grado di vaporizzare fino a 1.5% del suo peso in umidità.
Un segno fortemente indicativo di eccesso di umidità del materiale, o di imperfetto accoppiamento tra umidità del vapore ed umidità del materiale, è dato dalla presenza di acqua colorata e odorosa sul fondo dell’alambicco. Quest’acqua non dovrebbe raccogliersi se il processo di distillazione è ben condotto.
Un altro segno di un processo imperfetto è la sensazione di un leggero sobbollire nell’alambicco nel toccarlo con le mani.

La distillazione a elevata altitudine produce OE a elevato tasso di esteri per due ragioni: le piante che crescono in queste zone hanno un contenuto più elevato di esteri, e inoltre la distillazione, a causa dell’altitudine, avviene a temperature inferiori ai 100 °C (probabilmente intorno ai 92-93 °C). Anche una riduzione così piccola di temperatura comporta una minore idrolisi degli esteri naturalmente presenti.

Rese in olio essenziale

Molto variabile: da 0,4% a 2%
Dopo 1 ora di distillazione in media si ottiene dallo 0,4% al 1,5% di olio essenziale
In media si può dire che da 300-350 piante si possono ottenere 100 kg di pianta fresca, e quindi 1 litro circa di OE. In media per ottenere 1 litro di olio essenziale ci vogliono 100-200 kg di pianta
Otteniamo quindi circa 3 litri di OE ogni 1000 piante.
Dal punto di vista dell'estensione, otteniamo 35-40 kg di OE per ettaro, forse 20 kg/ha in alta montagna.

Descrizione dell'olio

L’olio della lavanda vera, ricavato per distillazione in corrente di vapore delle cime fiorite fresche, è certamente uno tra i più conosciuti al mondo, per la sua profumazione gradevole e per la sua attività calmante.
Sono stati identificati più di 300 componenti dell’OE di Lavanda, ma i più
importanti per quanto riguarda la caratterizzazione olfattiva sono il (–)-R-linalolo (deve essere l’85% del linalolo) e il (–)-R-linalil acetato (deve essere al 95% del linalil acetato). Alcune delle note fruttate sono date dagli esteri esilici come l’esil acetato, l’esil butirato e l’esil isobutirato, mentre lo (–)-R-lavandulolo e l’acetato corrispondente sostengono il carattere lavandato dato da linalolo e linalil acetato (Burfield, 2000).

Lo standard ISO per la lavanda indica i seguenti valori:
1,8.cineolo 0–1.0%

Canfora 0-0,5%

Linalolo 25-38% (30-45% clonale)

Ac di linalile 25-45% (33-46% clonale)
E-beta-ocimene 25-38 % (<2,5% clonale)
Z-beta-ocimene 4-10 % (<2,5%)
Terpinen-4-olo 1.5-6% (<1,5% clonale)
Acetato di lavandulile 0-2% (<1,3% clonale)
Lavandulolo 0-0.3 %

Beta-fellandrene tracce-0.5%

Alfa-terpineolo 0-1% (<1,5% clonale)
3-Ottanone tracce-1% (1-2,5% clonale)
Limonene 0-0.5%

L’olio varia da incolore a giallo pallido, ed ha un aroma caratteristico ma molto variabile a seconda del paese d’origine, della varietà botanica, del metodo di distillazione e dell’età. È stato descritto come dolce, floreale-erbaceo, solo leggermente canforato e rinfrescante, in genere morbido con una nota balsamico-legnosa piacevole.
È pieno e rotondo, con una distinta nota fruttata in testa. La nota finale è dolce e di fieno, con solo poco del carattere di lavanda presente nella nota di testa.
Come si faceva notare precedentemente, l'aroma cambia molto al variare della provenienza geografica:

Lavanda Bulgaria
Profumo di lavanda leggero, fresco e fruttato, meno canforato e ruvido del
Croazia. Nota finale forte ma sporca, leggermente di sclarea, e cumarinica.
Acetato di linalile al 40-65%, ma lavandulolo e lavandulil acetato bassi.

Lavanda Croazia
Nota di testa fruttata e d’incenso rispetto agli OE inglesi, ma anche più esile
e più chetonica. Nota finale debole, molto saponata, con un carattere predominante cumarinico-fieno.

Lavanda Inghilterra
Profumo dolce erbaceo, solo leggermente canforato, in genere morbido. Pieno
e rotondo, con una distinta nota fruttata in testa. Nota finale dolce e di fieno,
con solo poco del carattere di lavanda presente nella nota di testa.

Lavanda Alta Provenza (Francia)
Profumo con forte carattere chetonico, molto morbido e corposo, erbaceo. A
una primissima impressione vi è una debole nota verde e poca presenza
cineolica. Nota finale debole, dolce e leggermente legnosa.

Lavanda Russia
Profumo fresco, di erba e chetonico, in genere piuttosto debole e senza le note
più fini degli OE superiori. Nota finale saponata e dolce.

Lavanda Tasmania
Profumo fresco, leggermente fruttato, leggermente dolce erbaceo, con aspetti
di vinil chetone e funghi prominenti. Nota finale leggermente cumarinica ed
erbacea.

Lavanda Yugoslavia
Odore fresco, in qualche modo canforato, leggermente fruttato (quasi da ananas), erbaceo-lavanda; di minor qualità rispetto agli OE francesi, meno dolce, meno pieno e senza note di menta. Nota finale cumarinica con solo una sfumatura di lavanda.

Lavanda deterpenata
Odore liscio, profondo, dominato dal linalil acetato, e morbido con perdita di
freschezza e carattere erbaceo.

Adulterazioni

Dopo l’innalzamento dei costi negli anni Settanta, molte case profumiere hanno iniziato a investire nella costruzione di repliche per ridurre i costi.
Queste repliche erano utilizzate per sostituire in parte l’OE genuino (la sostituzione totale non è possibile senza una grossa perdita in qualità). Da allora la produzione di OE tagliati, sostituiti, estesi ecc. è aumentata di anno in anno, raggiungendo volumi dieci volte più elevati dei volumi di OE genuino.
In Francia l’opera di “taglio” degli OE genuini ha raggiunto la forma dell’arte, e la maggior parte degli OE disponibili sul mercato è allungata in qualche modo. Tipicamente sono utilizzati OE di lavanda provenienti dalla Bulgaria, ma anche salvia spagnola, OE di eucalipto, linalolo e acetato di linalile sintetici e naturali, OE di Ho frazionato, metil etil chetone, metil amil chetone, criptone, lavandulolo e acetato di lavandulile, 4-terpinenolo, borneolo ecc.
La creazione di standard di qualità (standard ISO) non ha risolto il problema, anzi, è in parte concausa dello stesso.
Gli standard affermano che l’OE di lavanda dovrebbe contenere:
• linalil acetato min. 25% e max 45%
• linalolo min. 25% e max 38%
e secondo la Farmacopea Francese: “Aetheroleum lavandulae […] da Lavanda officinale: Lavandula vera DC; Lavandula officinalis Chaix ex-Villars. L’essenza contiene una proporzione di esteri espressa in linalil acetato che varia tra il 35 e il 55%”.
Il problema degli standard di qualità è che in molti casi facilitano l’adulterazione a scapito della qualità.
Consideriamo che la Lavandula angustifolia vera più pregiata, raccolta in Alta Provenza a più di 1400 m sul livello del mare, contiene fino al 70% di linalil acetato.
Questo dato la pone al di fuori della definizione di qualità secondo la Farmacopea Francese. D’altro canto, ogni profumiere di Grassé è in grado di “costruire” un OE di lavanda a partire da prodotti sintetici, senza usare lavanda naturale, conforme agli standard dettati dalla FU. Questo OE potrà essere usato a scopi terapeutici, quello proveniente dall’alta Provenza no!

Uso storico

I fiori di lavanda sono stati utilizzati tradizionalmente per migliaia di anni.
Hildegard di Bingen (1855) scrisse un capitolo intitolato "De Lavandula", probabilmente il primo documento scritto sulla pianta in questione
Appare nelle liste dei semplici delle spezierie del 15° e 16° secolo (Fluckiger & Hanbury 1885).
Un infuso dei fiori in acqua calda è stato uno dei primi metodi di utilizzo, ed era utilizzato per molti disturbi; era anche applicato esternamente come lavaggio aromatico. Venivano anche utilizzate delle compresse per problemi di tipo spasmodico. Nell’Ottocento i fiori erano considerati utili nei disturbi “dei nervi e della testa”, e nel Novecento i medici li utilizzavano come stimolanti in caso di svenimenti e come rimedi per trattare “problemi d’isteria e condizioni nervose”.

Uso in profumeria

L’OE di lavanda è ampiamente utilizzato in profumeria come parte degli accordi di fougere, chypres e ambre e nei saponi, oppure in piccole quantità nelle acque di colonia (agrumate o acque di lavanda) e in stili maschili.
Si lega bene con bergamotto ed altri agrumi, chiodo di garofano, patchouli, rosmarino, salvia, pino abete, ecc.

Combinazioni

Nessuna controindicazione specifica
Tutti gli oli essenziali ricchi in linalolo dovrebbero avere un contenuto in perossidi inferiori a 10mmli/L

Tossicità

Secondo Tisserand e Young (2014) non si conoscono pericoli e controindicazioni relative all’utilizzo dell’olio essenziale di lavanda.

Effetti organo-specifici
a) Pelle
Dati su modelli animali
Un olio essenziale non diluito è risultato leggermente irritante per i conigli ma non per topi e maiali (Opdyke 1976). In una procedura di Draize su cavie, l’olio al 30% non è rislutato sensibilizzante se testato nella fase di challenge (Sharp 1978). Studi recenti hanno mostrato che, quando il linalolo si auto-ossida, produce composti perossidici come il 7-idroperossi- 3,7-dimetil-otta-1,5-diene-3-olo (Skold, Borje, Matura, Karlberg, 2002) che possono causare reazioni allergiche. Come indicato dal 38° emendamento agli Standard I IFRA, ogni OE con livelli significativi di linalolo dovrebbe essere utilizzato solo con livello di perossidi sotto alle 20 mmol/ml.
Dati su esseri umani
Una soluzione al 16% testata su soggetti sani non ha causato reazioni avverse (Kligman, 1971). Un patch test occlusivo per 48 ore su 50 volontari sani al 100% non ha prodotto reazioni avverse (Meneghini et al. 1971). Testato su 25 volontari sani al 10% non è risultato ne irritante ne sensibilizzante (Opdyke 1976). In letteratura sono riportati rari casi di sensibilizzazione (Rudzki et al., 1976; Menard, 1961). Un caso di dermatite da contatto con prodotti (shampoo) contenenti OE di lavanda, dopo ripetute esposizioni in ambiente lavorativo (Brandao, 1986).
In uno studio con patch test al 2% su 200 pazienti con dermatite nessuno ha mostrato sensibilizzazione (Rudzki et al 1976). In uno studio danese due pazienti su 217 con dermatite (0,9%) testati con patch test al 2% ha mostrato sensibilizzazione (Veien et al 2004). In uno studio multicentrico sei pazienti su 218 con dermatite e sensibilità a materiali aromatici (2,8%) hanno sviluppato sensibilizzazione al test con 10% di olio essenziale (Veien et al 2004).
Fototossicità: non fototossico (Opdyke 1976)

Effetti sistemici
Tossicità acuta
LD50 orale acuta in topi = 6,5 g/kg (Altaei 2012); > 5g/kg in ratti (Opdyke 1976)
LD50 dermica acuta in conigli > 5 g/kg (Opdyke 1976)
Influenze sui processi di tumorigenesi
Non mutageno su ceppi di S. typhimurium ed E. coli, con o senza attivazione metabolica (Evandri et al. 2005)

Sommario
Pericoli: nessuno conosciuto
Controindicazioni: nessuna conosciuta
Status: ha status GRAS (Generally Recognized As Safe)
Cautele: come indicato dal 38° emendamento agli Standard I IFRA, ogni OE con livelli significativi di linalolo dovrebbe essere utilizzato solo con livello di perossidi sotto alle 20 mmol/ml (IFRA 2009). Non usare olio essenziale ossidato; usare un antiossidante per ridurre i processi di ossidazione

Cautele

L’olio di lavanda è molto delicato e dovrebbe essere utilizzato entro un anno e mezzo dalla produzione.
Dose media consentita in creme cosmetiche = 0,1%
Dose media consentita in profumi = 1,2%
Livello massimo utilizzato negli alimenti = 0,002%

Solubilità

Una parte di OE è solubile in 3 parti e più di alcol 70%

Tassonomia

La classificazione classica della specie è la seguente:
Divisione: Spermatofite
Sottodivisione: Angiosperme
Classe: Dicotyledones
Ordine: Lamiales
Famiglia: Lamiaceae (Labiatae)
Sottofamiglia: Nepetoideae.
All’interno delle Nepetoideae è considerata parte di una tribù isolata e indipendente (tribù Lavanduleae (Endl.) Boiss) che contiene solo il genere Lavandula (Cantino, Harley,Wagstaff, 1992).
Genere: Lavandula. A sua volta Iil genere Lavandula può essere suddiviso in due sottogeneri (Fabricia e Lavandula) e in otto sezioni:
1. Chaetostachys
2. Hasikenses
3. Pterostoechas
4. Subnudae
5. Dentatae
6. Lavandula
7. Stoechas.
8. Sabaudia
Lavandula angustifolia appartiene alla Sezione: Lavandula

Molecole

  • (+)-S-linalil acetato 1,250% - 2,300%
  • (+)-S-linalolo 3,750% - 6,750%
  • (E)-ß-ocimene 0,100% - 38,000%
  • (Z)-β-Ocimene 0,300% - 10,000%
  • (–)-R-linalil acetato 23,750% - 43,700%
  • (–)-R-linalolo 21,250% - 38,250%
  • 3-Ottanone 0,100% - 2,500%
  • borneolo 1,000%
  • β-cariofillene 1,800%