Ginepro foglie

Juniperus communis L., Sp. Pl.: 1040 (1753).

    • Tracheophyta
      • Spermatophytina
        • Pinopsida Burnett
          • Pinidae Cronquist & al.
            • Cupressales Link
              • Cupressaceae Gray
                • Juniperus L.

Sinonimi
Juniperus albanica Pénzes
Juniperus argaea Balansa ex Parl.
Juniperus borealis Salisb.
Juniperus caucasica Fisch. ex Gordon
Juniperus compressa Carrière
Juniperus cracovia K.Koch
Juniperus dealbata Loudon


Il ginepro è un arbusto o un piccolo alberello sempreverde a portamento arbustivo, alto al massimo a 9 m, i cui rami sono ricoperti di foglie aghiformi che spuntano a gruppi di tre e sono di colore verde acquamarina. Le piante femminili sviluppano i coni fruttiferi (galbuli), dalla caratteristica forma tri-raggiata. Nel primo anno dalla fecondazione essi sono verdi, assumendo la colorazione scura solo a maturazione, nel secondo anno.  In media per ottenere 1 litro di olio essenziale ci vogliono 600-700 kg di pianta.  Il nostro olio essenziale, ottenuto per distillazione in corrente di vapore delle foglie e dei ramoscelli fogliari, è trasparente e di colore giallo pieno, con una nota di pino e un aspetto amaro e verde-legno. È dominato dai monoterpeni, soprattutto da α-pinene (40-60%) nel CT a pinene, e da sabinene (34-41%), α-pinene (11-28%) e terpinen-4-olo (7-9%) (Butkiene et al. 2009). Viene usato in particolare per le fragranze maschili nelle quali serve a impartire una nota di testa fresca e resinosa. Gli accordi di Pino possono essere elevati e rinfrescati dall’addizione di questo OE.
Non esistendo dati è preferibile evitare del tutto il suo utilizzo su pelle o mucose lesionate o di individui atopici.
Nessun olio essenziale derivato delle Conifere dovrebbe essere utilizzato se troppo vecchio, ossia se eccessivamente ossidato, poiché potrebbe causare irritazione. In termini temporali l’olio essenziale se ben conservato altrettanto bene diventa ”vecchio” in 12-18 mesi.

Sinonimo botanico

Juniperus albanica Pénze
Juniperus argaea Balansa ex Parl. [Invalido]
Juniperus borealis Salisb., Prodr. Stirp. Chap. Allerton: 397 (1796)
Juniperus caucasica Fisch. ex Gordon [Invalido]
Juniperus communis var. arborescens Gaudin
Juniperus communis var. aurea G.Nicholson
Juniperus communis f. aurea (G.Nicholson) Rehde
Juniperus communis var. brevifolia Sanio
Juniperus communis subsp. brevifolia (Sanio) Pénzes
Juniperus communis var. communis
Juniperus communis var. compressa Carrière
Juniperus communis f. compressa (Carrière) Rehder
Juniperus communis f. crispa Browicz & Ziel.
Juniperus communis subsp. cupressiformis Vict. & Sennen ex Pénzes
Juniperus communis var. erecta Pursh Synonym L
Juniperus communis subsp. eucommunis Syme in J.E.Smith, Engl. Bot., ed. 3a, 8: 273 (1868)
Juniperus communis var. fastigiata Parl.
Juniperus communis var. hemisphaerica (J.Presl & C.Presl) Parl.
Juniperus communis subsp. hemisphaerica (J.Presl & C.Presl) Nyman
Juniperus communis var. hispanica Endl.
Juniperus communis var. montana Neilr.
Juniperus communis var. oblonga Loudon
Juniperus communis var. oblonga-pendula Loudon
Juniperus communis f. oblonga-pendula (Loudon) Beissn.
Juniperus communis subsp. pannonica Pénzes
Juniperus communis var. pendens Sudw.
Juniperus communis var. pendula Carrière
Juniperus communis f. pendula (Carrière) Formánek
Juniperus communis var. pendula-aurea Sénécl.
Juniperus communis f. pendulina Kuphaldt
Juniperus communis f. pungens Velen.
Juniperus communis var. reflexa Parl.
Juniperus communis var. stricta Carrière
Juniperus communis f. stricta (Carrière) Rehder
Juniperus communis var. suecica (Mill.) Aiton
Juniperus communis f. suecica (Mill.) Beissn.
Juniperus communis var. variegata-aurea Carrière
Juniperus communis var. vulgaris Aiton, Hortus Kew. 3: 414 (1789)
Juniperus compressa Carrière
Juniperus cracovia K.Koch
Juniperus dealbata Loudon
Juniperus depressa Stevels
Juniperus difformis Gilib.
Juniperus echinoformis Rinz ex Bolse
Juniperus elliptica K.Koch
Juniperus fastigiata Knight
Juniperus hemisphaerica C.Presl
Juniperus hibernica Lodd. ex Loudon
Juniperus hispanica Booth ex Endl.
Juniperus interrupta H.L.Wendl. ex Endl.
Juniperus kanitzii Csató
Juniperus microphylla Antoine
Juniperus niemannii E.L.Wolf
Juniperus oblonga-pendula (Loudon) Van Geert ex K.Koch
Juniperus oblongopendula Loudon ex Beissn.
Juniperus occidentalis Carrière
Juniperus oxycedrus subsp. hemisphaerica (J.Presl & C.Presl) E.Schmid
Juniperus reflexa Gordon
Juniperus saxatilis Lindl. & Gordon
Juniperus suecica Mill.
Juniperus taurica Lindl. & Gordon
Juniperus uralensis Beissn.
Juniperus vulgaris Bubani, Fl. Pyren. 1: 45 (1897)
Juniperus withmanniana Carrière
Sabina dealbata (Loudon) Antoine
Thuiaecarpus juniperinus Trautv.
Fonte: The Plant List

Taxa infraspecifici: sottospecie, varietà, cultivar, chemiotipi

Chemiotipi
Almeno due chemiotipi sono stati identificati, un CT a sabinene ed un CT ad α-pinene (Butkienė et al. 2009)

CT pinene
α-pinene (41,2-66,5%)
β-Fellandrene (2,2-12,5%)
α-Cadinolo (1-8,7%)
Mircene (2,1-4,7%)
β-pinene (tr.-3,9%)
Limonene (0-3,3%)
Sabinene(0,9-3,3%)
Terpinen-4-olo (tr.-2,8%)

CT Sabinene
Sabinene(34,1-40,8%)
α-pinene (11-27,8%)
Terpinen-4-olo (6,9-9,3%)
Mircene (2,6-3,9%)
α-Cadinolo (1-3,5%)
Limonene (2,1-2,6%)
β-Fellandrene (0,8-1,1%)
β-pinene (tr.-0,5%)


Varietà
Juniperus communis var. charlottensis R.P.Adams
Juniperus communis var. communis. Autoctono in Lessinia, è stato usto per molto tempo nell'orticoltura europea, dove è particolarmente richiesta la forma fastigiata. Esistono varie cultivar.
Juniperus communis var. depressa Pursh
Juniperus communis var. hemisphaerica (J.Presl & C.Presl) Parl.
Juniperus communis var. kelleyi R.P.Adams
Juniperus communis var. megistocarpa Fernald & H.St.John
Juniperus communis var. nipponica (Maxim.) E.H.Wilson
Juniperus communis var. saxatilis Pall. Autoctono in Lessinia, è un arbusto prostrato ed è conosciuto come J. communis var. montana o var. nana, o con vari nomi di cultivar.

Cultivar
Esistono molte cultivar, tra le quali 'Compressa', 'Green Carpet', 'Hibernica', 'Repanda' e 'Erecta'
La varietà “Erecta” sembrerebbe tra le migliori per la distillazione

Fonte: The Plant List

Sinonimo francese

Genièvre
Genièvre commun

Sinonimo inglese

Juniper
Common juniper

Sinonimo italiano

Ginepro
Ginepro comune

Sinonimo spagnolo

Ginebre
Enebro
Enebro común

Sinonimo tedesco

Gewöhnlicher Wacholde
Gemeine Wacholder

Nomi alternativi

Aarar
Abahal
Abhal
Fructus juniperi

Altre specie

Nel passato si descrivevabo altre specie presenti in ambiente montano, ad andamento prostrato, il Juniperus sibirica Burgsd. ed il Juniperus montana (Aiton) Lindl. & Gordon, che sono però al momento riconosciute come sinonimi di Juniperus communis var. saxatilis Pall.

Descrizione botanica

Arbusto o piccolo alberello sempreverde a portamento arbustivo, cespuglioso, alto in genere da 1 a 9 m. i cui rami sono ricoperti di foglie aghiformi che spuntano a gruppi di tre e sono di colore verde acquamarina; con fusto tortuoso a volte prostrato-strisciante.
Foglie sempreverdi aghiformi, pungenti (1 x 15 mm) con una linea chiara sulla pagina superiore.
I fiori sono profumati, dioici e compaiono in marzo-aprile.
Le piante femminili sviluppano i coni fruttiferi o galbuli (detti comunemente bacche), dalla caratteristica forma tri-raggiata. Maturano in due anni, e nel primo anno dalla fecondazione essi sono verdi, assumendo la colorazione scura solo a maturazione, nel secondo anno. In autunno si possono quindi trovare piante con frutti maturi color blu-viola dell’anno precedente e frutti acerbi verdi che sono quelli dell’anno; e anche piante senza frutti che sono quindi esemplari maschili.

Habitat e coltivazione

Diffusa in tutte le regioni temperato-fredde dell’Europa, Asia e Nord America, preferisce pascoli e boschi aridi sino a 2500 m.
Il Ginepro è la specie di conifera più ampiamente distribuita al mondo, con una distribuzione circumpolare che si estende da circa 70° N in Alaska, Scandinavia e Siberia a circa 28° N in Himalaya.
È primariamente una specie pioniera delle foreste, spazia da ambienti rocciosi e terreni con terreno sassoso e illuminazione abbondante in forest aperte, sia di latifoglie sia di conifere (in particolare le fascie Pinus sylvestris-Betula spp.-Quercus spp.), nelle quali può ottenere dominanza locale dopo episodi di disturbo (non incendi però). È anche prevalente nell'ecotono tra foresta aperta e prati di terreni poveri e sabbiosi. Si trova accompagnata a Calluna vulgaris, Erica spp., Vaccinium spp., Arbutus sp., Cytisus scoparius, Ulex sp., Salix spp., e gli alberi succutati. L’altitudine ideale è nel ventaglio 600-1200 mt., ma si trova da 5 m a 2,400 mslm (Farjon 2010)

Secondo l'IUCN, la specie è classificata a livello di preoccupazione minima (Least Concern ver 3.1). Questo perché nonostante in alcune aree sia in difficoltà (Inghilterra), aumenta in ogni altra zona, ed è la specie più ampiamente distribuita tra le conifere (Farjon 2013)

La coltivazione può iniziare dalla semina fatta in terrine con substrato leggero, ricordando che il seme ha un lungo periodo di stasi prima della germinazione. Le piantine verranno poste in singoli vasi e poi, appena robuste e ben radicate, poste a dimora in terra piena o in grossi vasi. La riproduzione viene fatta anche per talee di rametti, poste in vasi di terriccio sabbioso e calcareo, tenendo i vasi all’ombra in estate o riparati da una rete frangisole.

Raccolta

Tutti gli alberi maturi e ragionevolmente sani sono candidati per la distillazione.
Gli alberi carichi di bacche immature rendono meno olio da foglia in confronto agli alberi con poche bacche.

Trattamento post-raccolta

Il materiale può essere distillato intero (ramoscelli cin aghi) oppure dopo un intervento di biotriturazione o sminuzzamento. Nel primo caso può servire macerare il materiale vegetale in acqua tiepida per 24 ore prima di distillarlo, per ammorbidire la cuticola cerosa delle foglie e favorire l'uscita del materiale volatile. Nel secondo caso, lo sminuzzamento rende l'essenza direttamente disponibil, accelerando molto il processo di estrazione. Teoricamente più fine è il materiale, più veloce la distillazione, ma materiali tritati troppo finemente portano ad un impaccamento del materiale nella caldaia, con il rischio di creare delle sacche impenetrabili al vapore, favorendo la genesi di percorsi preferenziali per il vapore stesso che quindi non estrarrebbe tutto il materiale.

Parametri di distillazione

La resa in olio (peso) da foglia fresca è superiore del 50% della resa da legno fresco.
Due terzi dell'olio estraibile si ottengono nelle prime due ore di distillazione
Dal punto della resa puramente quantitativa, il tempo di distillazione migliore è di 3-4 ore, a seconda del sistema adottato, che porterà ad ottenere l'80% - 90% dell'olio estraibile.
Un sistema propriamente tarato dovrebbe dare un 80% di resa in tre ore. Distillare per più di 4 ore aumenta la resa solo di alcune percentuali per ora
Una buona distillazione di foglie di ginepro dovrebbe portare ad un minimo di 4 litri di olio per una tonnellata di materiale, una resa dello 0.4%.
Si ottengono 300-350 litri di acqua aromatica ogni litro di olio essenziale.

Rese in olio essenziale

0,2-1%

Descrizione dell'olio

L'olio essenziale, ottenuto per distillazione in corrente di vapore delle foglie e dei ramoscelli fogliari, è trasparente e di colore giallo pieno, con una nota di pino e un aspetto amaro e verde-legno.

L’olio essenziale è dominato dai monoterpeni, soprattutto da α e β-pinene e tujopsene. Ci sono almeno due chemiotipi, quello a sabinene e quello a pinene:

CT pinene
α-pinene (41,2-66,5%)
β-Fellandrene (2,2-12,5%)
α-Cadinolo (1-8,7%)
Mircene (2,1-4,7%)
β-pinene (tr.-3,9%)
Limonene (0-3,3%)
Sabinene(0,9-3,3%)
Terpinen-4-olo (tr.-2,8%)

CT Sabinene
Sabinene(34,1-40,8%)
α-pinene (11-27,8%)
Terpinen-4-olo (6,9-9,3%)
Mircene (2,6-3,9%)
α-Cadinolo (1-3,5%)
Limonene (2,1-2,6%)
β-Fellandrene (0,8-1,1%)
β-pinene (tr.-0,5%)

Uso storico

I ritrovamenti di bacche di ginepro in siti funerari preistorici in Svizzera fa pensare che fosse una delle prime piante usate da Homo erectus. È stato usato come fumigante ed incenso rituale dagli antichi Greci, dai tibetani e dai nativi americani. Nella Francia del 18° ed inizi del 19° secolo era bruciato negli ospedali come antisettico contro la varicella.
Le bacche sono usate in cucina e per bevande alcoliche distillate (Gin).

Uso in profumeria

Usato in particolare per le fragranze maschili nelle quali serve a impartire una nota di testa fresca e resinosa. Gli accordi di Pino possono essere elevati e rinfrescati dall’addizione di questo OE.

Cautele

Non esistendo dati è preferibile evitare del tutto il suo utilizzo su pelle o mucose lesionate o di individui atopici.
Conservare in contenitori sigillati, al riparo dalla luce e dal calore, se possibile in frigorifero

Nessun olio essenziale derivato delle Conifere dovrebbe essere utilizzato se troppo vecchio, ossia se eccessivamente ossidato, poiché potrebbe causare irritazione.
Si definisce “vecchio” un OE delle Conifere quando contiene abbastanza perossidi (idroperossidi) da presentare un problema. Questo livello è calcolato dall’IFRA in 10 mmol/l, determinato con il metodo EOA. L’IFRA suggerisce di aggiungere antiossidanti all’OE per mantenere basso il livello di perossidi.
Non sempre questo livello definisce realmente l’età dell’OE, perché a volte anche OE appena distillati contengono troppi perossidi.
In termini temporali, un OE di Conifera distillato bene e conservato altrettanto bene diventa “vecchio” in 6-12 mesi. La conservazione a temperature ridotte, al buio e in atmosfera inerte può far aumentare il periodo a 12-24 mesi.
Tutti gli OE delle Conifere che contengono Δ3-carene e altre sostanze capaci di formare perossidi sono dei potenziali sensibilizzanti.
Queste sostanze si sviluppano soprattutto nelle vecchie scorte, quindi è il caso di acquistare quantità ridotte e rinnovare di frequente lo stock.

Tassonomia

Divisione - Tracheophyta
Sottodivisione - Spermatophytina
Classe - Pinopsida Burnett
Sottoclasse - Pinidae Cronquist & al.
Ordine - Cupressales Link
Famiglia - Cupressaceae Gray
Genere - Juniperus L.

Molecole

  • (+)-Limonene 2,000% - 23,750%
  • (E)-Verbenolo 0,410%
  • (Z)-Verbenolo 0,410%
  • Canfene 0,750%
  • Citronellolo 2,060%
  • Linalolo 0,220%
  • Mircene 2,000% - 5,050%
  • Sabinene 0,540%
  • terpinen-4-olo 0,930% - 6,000%
  • Terpinolene 0,250% - 3,000%
  • trans-Pinocarveolo 0,380%
  • α-Cadinolo 1,000% - 3,000%
  • α-fellandrene 0,480%
  • α-pinene 12,000% - 36,000%
  • α-Terpinene 1,000% - 3,000%
  • α-terpineolo 0,900%
  • α-Tujone 0,300%
  • β-pinene 5,100%
  • β-Tujone 0,170%
  • γ-terpinene 0,020% - 4,000%
  • δ3-Carene 1,670%