Eucalipto Gunnii

Eucalyptus gunnii Hook.f.

    • Tracheophyta
      • Spermatophytina
        • Magnoliopsida
          • Rosanae
            • Myrtales Bercht. & J. Presl
              • Myrtaceae Juss.

Sinonimo botanico

Eucalyptus gunnii subsp. gunnii
Eucalyptus gunnii var. montana Hook.f.
Eucalyptus gunnii var. undulata Rehder
Eucalyptus perriniana R.T.Baker & H.G.Sm.
Eucalyptus whittingehameii Landsb.

Altre specie

Vi sono più di 500 (forse 700) specie di Eucalyptus, di cui circa 300 producono OE, e solo 20 sono state utilizzate per la produzione commerciale.
Vi sono molte varietà e chemiotipi.
Le specie più utilizzate sono Eucalyptus globulus Labill., E. radiata Sieber ex DC ed E. citriodora (nuovo nome Corymbia citriodora (Hook.) K. D. Hill, L. A. S. Johnson).
Meno utilizzate sono E. smithii R.T. Baker, E. camaldulensis Dehnh, E. dives Schauer ed E. macarthurii H. Deane, Maiden..

Descrizione botanica

Albero sempreverde di piccola o media altezza, con corteccia spesso persistente come un involucro alto parecchi metri di color grigio, che può sfaldarsi lasciando macchie giallastre che a poco a poco diventano bianche o rosa-grigie.
Le foglie sono picciolate, da ellittiche a ovali, lunghe da 6 a 8 cm., e larghe 3 cm., grigio-verdi e coriacee.
Il fogliame è cangiante con l'età da foglie rotonde di color bluastro a foglie più allungate di color profondo negli alberi più adulti
Fiori bianchi che appaiono in estate.

Habitat e coltivazione

Originario dell’Australia e della Tasmania, ma ora coltivato in tutto il mondo.

Parte usata

Foglie fresche o secche

Raccolta

Preferibile raccogliere le foglie giovani che hanno resa maggiore.
Due possibili scenari: raccolta delle foglie residue di alberi abbattuti per il legno, oppure raccolta delle foglie di alberi coltivati per la distillazione (di solito abbattuti al massimo dopo 20 mesi)
Nel primo caso i rami e le foglie vengono abbandonati dai boscaioli dopo il taglio degli alberi, per essere buttate o bruciate. Cruciale non lasciare le foglie troppo a lungo sul terreno dopo il taglio per non perdere troppo olio essenziale. Anche se è un metodo economico perché non ci obbliga alla silvicoltura, è necessario organizzare bene la logistica della raccolta e del trasporto, specialmente se le aree di raccolta sono lontane dall’apparato di distillazione

Trattamento post-raccolta

È preferibile la distillazione della foglia fresca perché contiene più cineolo, anche se la resa per massa di pianta è minore. Testare comunque le differenti rese da distillazione di pianta fresca e di pianta essiccata all’ombra.

Parametri di distillazione

Estrazione in corrente di vapore, in corrente di vapore a pressione atmosferica (ma possibili test a pressione aumentata o diminuita).
Preferibile usare vapore più secco possibile per evitare la condensa di vapore sul materiale.
Tempo medio di distillazione 3 ore.

Rese in olio essenziale

Molto variabile secondo il tipo d’estrazione utilizzata e dal materiale: 0,75-1,25% con vecchi apparati a pressione atmosferica, 1-1,5% in moderni apparati a pressione, oppure con idrodistillazione. Le foglie più giovani possono dare rese molto elevate (fino al 3%), ma tutto può variare a seconda del grado di essiccamento e del momento della raccolta.

Descrizione dell'olio

L’OE è di colore giallo pallido
Profilo olfattivo: odore che pur rimanendo cineolico mostra vari aspetti complessi con una certa dolcezza e calore. Nota finale unta, con suggerimento di note aranciate e un leggero aspetto erbaceo.

Trattamento post-distillazione

Potrebbe essere rettificata, come per l'Eucalyptus globulus, con 1-2% di idrossido di sodio per polimerizzare e quindi rimuovere costituenti indesiderabili, come le aldeidi alifatiche a catena corta C4 e C6 (butiraldeide, n-valeraldeide, isovaleraldeide, n-esanale) che, oltre ad avere un odore spiacevole, tendono a stimolare una tosse convulsiva in alcuni soggetti.

Uso storico

Gli aborigeni australiani sono stati senza dubbio i primi a scoprire le proprietà medicamentose dell’albero di Eucalyptus, ed erano in grado di distinguere a livello terapeutico le differenti varietà di alberi. I primi europei a esplorare quelle terre utilizzarono l’infuso delle foglie di eucalipto per curare le febbri causate da vari agenti infettivi. Le foglie venivano anche fumate come rimedio per l’insonnia degli asmatici, e applicate, fresche, come impacchi per piaghe indolenti. Quando l’OE iniziò a essere prodotto, esso fu utilizzato come antisettico per tutti i tipi d’infezione, dalle cancrene alla tubercolosi, e come deodorante per le corsie degli ospedali. Veniva anche utilizzato come gargarismo antisettico e applicato esternamente in caso di infiammazioni acute con ostruzione nei bambini (tracheite, laringite, epiglottite) e disturbi spasmodici delle alte vie respiratorie.
Veniva e viene utilizzato per condizioni catarrali, imbibito su una zolletta di zucchero o emulsionato con olio vegetale. È utilizzato nei pastigliaggi con mentolo e nelle inalazioni con o senza mentolo, canfora, Pinus spp. ecc. L’utilizzo, comune nel passato, di soluzioni oleose per le inalazioni è sconsigliato perché causa lesioni alle ciglia del tratto respiratorio e causa la polmonite lipoide.

Tossicità

Dati relativi ad Eucalyptus globulus.

LD50 orale ratto = 2.48 g/kg
LD50 cutanea coniglio = 5.0 g/kg

Studi su esseri umani
La letteratura riporta casi di decessi dopo l’ingestione di quantità molto ridotte, 4 o 5 mL, di OE.
I dati sono in realtà molto ambigui, e l’OE non sembra essere così tossico, ma è vitale che si ricorra all’ospedalizzazione ai primi segni d’eccessiva ingestione in età pediatrica.
Una soluzione al 10% di OE di Eucalyptus globulus è stata testato su soggetti
sani senza causare reazioni avverse (Kligman, 1973), e al 100% senza causare
irritazione. D’altro canto sono anche stati riportati rari casi di allergia da
contatto, e quindi è necessario esercitare cautela (Watt, 1997).
La letteratura riporta casi di decessi dopo l’ingestione di quantità molto ridotte,
4 o 5 ml (Tisserand, Balacs, 1995). È quindi vitale che si ricorra all’ospedalizzazione ai primi segni di eccessiva ingestione.

Sommario
Non irritante
Non (poco) sensibilizzante (ma vedi Cautele)
Non (poco) fototossico (ma vedi Cautele)
Tossico se ingerito
Potenzialmente tossico in inalazione cronica

Cautele

Cautela nell’applicazione a soggetti allergici
Cautela nell’applicazione prima di bagni solari
I prodotti contenenti OE di eucalipto non devono essere applicati vicino alle narici dei bambini, perché possono precipitare crisi respiratorie e spasmi
dell’epiglottide (Burrow et al., 1983)
Uso interno controindicato in bambini pazienti con gastroenteriti, o disordini
epatici o donne in gravidanza
L’OE di eucalipto è un efficace rimedio terapeutico per un utilizzo nel
breve termine e occasionalmente, ma non per un utilizzo regolare nel massaggio,
nelle inalazioni e nei bagni, se non sotto controllo di un professionista (Watt, 1997)

Molecole

  • 1,8-cineolo 70,210%
  • Canfene 0,080%
  • Mircene 0,330%
  • p-Cimene 0,800%
  • Sabinene 0,390%
  • terpinen-4-olo 0,600%
  • α-fellandrene 0,290%
  • α-pinene 6,480%
  • α-Terpinene 0,090%
  • β-cariofillene 0,290%
  • β-pinene 0,470%