Cipresso galbuli

Cupressus sempervirens L.

    • Tracheophyta
      • Spermatophytina
        • Pinopsida Burnett
          • Pinidae Cronquist & al.
            • Cupressales Link
              • Cupressaceae Gray
                • Cupressus L.

Sinonimo botanico

Chamaecyparis thujiformis R.Sm. ex Gordon
Cupressus conoidea Spadoni
Cupressus expansa Targ.Tozz. ex Steud.
Cupressus fastigiata DC.
Cupressus foemina Garsault
Cupressus globulifera Parl.
Cupressus horizontalis Mill.
Cupressus lugubris Salisb.
Cupressus mariae Sennen
Cupressus mas Garsault
Cupressus orientalis Beissn.
Cupressus patula Pers.
Cupressus pyramidalis O.Targ.Tozz.
Cupressus roylei Carrière
Cupressus sphaerocarpa Parl.
Cupressus stricta Mill. ex Gordon
Cupressus thujifolia Knight ex Gordon
Cupressus thujiformis Parker ex Gordon
Cupressus thujioides H.Low ex Gordon
Cupressus tournefortii Audib. ex Carrière
Cupressus umbilicata Parl.
Juniperus whitleyana Miq.
Cupressus horizontalis (Mill.) Voss

Sinonimo francese

cyprès

Sinonimo inglese

cypress

Sinonimo spagnolo

ciprés

Sinonimo tedesco

Zypresse

Descrizione botanica

Il cipresso un albero sempreverde alto fino a 30 m tra i più tipici dell’area Mediterranea, e caratterizza con il suo portamento colonnare i paesaggi di questa regione.
La sua chioma è stata selezionata per motivi decorativi fino ad avere varietà a forma colonnare o piramidale, ed altre varietà ad avere forma sferica.
Corteccia: marrone grigio-bruno con lunghe fessurazioni
Legno: molto duro e fortemente aromatico, resistente all'acqua e ai parassiti
Foglie: verde scuro, molto piccole, lunghe circa 1 mm, embricate e appressate al rametto
Frutti: piccole sfere di colore verde chiaro da giovani, dette galbule, squamate e, dopo una maturazione lunga due anni, cambiano colore diventando marroni, lignificano e si aprono lungo le fenditure delle squame per far cadere i semi alati (acheni).
Il nome Cupressus deriva dal greco kyparissos, il quale a sua volta si rifà alla parola semitica kyros, ossia Cipro. Ciò supporterebbe l’idea che il cipresso sia una delle piante medicinali più anticamente conosciute. Altri autori fanno derivare il nome dal personaggio greco Kyparissus che, non potendo trovare pace dopo avere accidentalmente ucciso il suo cerbiatto preferito, chiese ad Apollo di poterlo piangere per sempre. Apollo, mosso a compassione, lo mutò in un cipresso, albero legato ai luoghi dove ogni altro sarebbe andato a piangere.
L’olio di galbuli di cipresso è molto più raro dell’olio di foglie di cipresso, e normalmente viene prodotto solo su commessa, per la difficoltà di raccolta del materiale.
Status di conservazione: Inserito dallo IUCN nella lista delle piante LC (least concern), ossia le piante che non appaiono in pericolo.

Habitat e coltivazione

L'albero presumibilmente ha origine nei paesi del Mediterraneo orientale, ma fu importato molto presto in Italia e da li si distribuì ad Ovest. Ora cresce sia spontaneo sia coltivato lungo le coste del sud della Francia e Corsica, in Italia, (Sardegna, Sicilia, Toscana), Nord Africa, Spagna e Portogallo, e, in misura minore, nei paesi balcanici. Grecia e Creta, ma coltivato in tutto il Mediterraneo (Francia, Spagna e Marocco).

Parte usata

Frutto (cono o galbula)

Metodi di raccolta

Durante le potature, o a seguito di abbattimenti, i frutti maturi vengono separati dalla chioma.

Trattamento post-raccolta

I coni vengono tritati subito prima della distillazione

Parametri di distillazione

I coni vengono tritati ed immediatamente distillati in corrente di vapore per 6-10 ore, per riuscire ad estrarre i composti sesquiterpenici e diterpenici responsabili per il profilo aromatico da ambra grigia.

Rese in olio essenziale

Per ottenere un litro di olio essenziale è necessario distillare 50-100 kg di coni (0.2-1.0%)

Descrizione dell'olio

Liquido mobile da incolore a giallo pallido. Odore speziato, più doloce ed ambrato dell’OE di aghi, che ricorda i galbuli di ginepro e l’olio di templin. La nota finale è intensamente animalica, tenacemente dolce, di ambra e di legno

Adulterazioni

Essendo una produzione di nicchia l’olio non viene praticamente adulterato, ma l’olio di foglie di ginepro viene spesso grossolanamente tagliato con misture di Δ3-carene, pineni e cedrolo ottenuti da legno di cedro cinese, e piccole quantità di deca-2-(E),4-(Z)-dienil isovalerato di sintesi per riportare alla normalità l'odore, altrimenti troppo grossolano.
Sul mercato si trovano spesso olii di cipresso che sono ottenuto da specie diverse dalla sempervirens. Questo è vero principalmente per gli olii provenienti da zone diverse dal Mediterraneo, ad esempio Brasile, Giappone e Kenya. Questi oli possono essere usdati per adulterare gli olii di cipresso vero, e il deca-2-(E),4-(Z)-dienil isovalerato viene usato per rinforzare l’odore.

Uso in profumeria

Utilizzato nelle fragranze maschili come parte degli accordi resinosi, oppure per aumentare la nota di base degli accordi erbacei, oppure per modificare le fragranze di pino con un aspetto più ambrato e tenace.

Cautele

Evitare l’uso interno in gravidanza ed allattamento, e in bambini sotto ai 7 anni.
Non utilizzare se oltre alla data di scadenza o oltre i due anni dall’imbottigliamento perchè l’olio ossidato potrebbe causare irritazione. Conservare in contenitori sigillati, al riparo dalla luce e dal calore, se possibile in frigorifero. Può essere irritante se usato a concentrazioni troppo elevate (maggiori del 15%). È risultato positivo nel patch test di soggetti affetti da dermatite atopica.

Molecole

  • (+)-Limonene 3,000% - 4,000%
  • (+)-α-pinene 50,000% - 54,000%
  • (+)-β-pinene 1,500% - 2,100%
  • (E)-ß-ocimene 18,000% - 20,000%
  • Acetato di α-terpinile 1,000% - 2,000%
  • Cedrolo 2,000% - 3,000%
  • Sclareol 0,100% - 0,200%
  • Terpinolene 3,000% - 4,000%
  • β-cariofillene 1,000% - 2,000%