Canapa

Cannabis sativa L., Sp. Pl.: 1027 (1753).

    • Tracheophyta

Sinonimi
Cannabis chinensis Delile
Cannabis erratica Siev.
Cannabis foetens Gilib.
Cannabis generalis E.H.L.Krause
Cannabis indica Lam.
Cannabis ruderalis Janisch.

Famosissima e diffusissima pianta erbacea a ciclo annuale. Ha un fusto eretto o ramificato, foglie palmate, composte da 5 a 13 foglioline lanceolate, lunghe fino a 10 cm di lunghezza.  Le piante sono normalmente dioiche e i fiori unisessuali crescono su individui di sesso diverso. Originaria dell'Asia centrale e sacra per la gente hindu, sarebbe arrivata nelle Americhe dopo Colombo.   È una pianta polivalente, sfruttata nei secoli per le sue proprietà psicotropo, nutritive, come fonte di fibra e di materiale edile, come pianta depurativa dei terreni, come fonte di molecole farmacologicamente attive, ecc.  L’olio essenziale, ottenuto per distillazione in corrente di vapore di foglie, fusti e cime fiorite di piante legali a basso tenore di THC e CBD, è di colore giallo-verde, con aroma potente, ricco di note verdi, muschiate, erbacee, con aspetti di fieno e noce, note finali speziate, debolmente dolci.  In media per ottenere 1 litro di olio essenziale ci vogliono 900 kg di pianta.  L’olio essenziale è dominato quantitativamente dai monoterpeni (50-90%) come alfa-terpinolene; alfa-, beta-pinene; D-limonene, mentre i sesquiterpeni sono meno importanti (5-50%). Il THC è assente o è inferiore allo 0,01%  Essendo un olio molto ricco in monoterpeni, soffre dell’ossidazione, e va quindi conservato con cura, evitando calore, ossigeno, umidità e luce.  Evitare di utilizzare l’olio se troppo ossidato o scaduto

Sinonimo botanico

Cannabis americana Pharm. ex Wehmer
Cannabis chinensis Delile
Cannabis erratica Siev.
Cannabis foetens Gilib
Cannabis generalis E.H.L.Krause
Cannabis gigantea Crevost
Cannabis indica Lam.
Cannabis indica f. afghanica (Vavilov) Vavilov
Cannabis indica var. kafiristanica Vavilov
Cannabis intersita Soják
Cannabis kafiristanica (Vavilov) Chrtek
Cannabis lupulus Scop.
Cannabis macrosperma Stokes
Cannabis ruderalis Janisch.
Cannabis sativa f. afghanica Vavilov.
Cannabis sativa f. chinensis (Delile) A.DC.
Cannabis sativa var. gigantea (Delile ex Vilm.) Alef.,
Cannabis sativa var. indica (Lam.) Wehmer,
Cannabis sativa subsp. indica (Lam.) E.Small & Cronquist
Cannabis sativa subsp. intersita (Soják) Soják
Cannabis sativa var. kafiristanica (Vavilov) E.Small & Cronquist
Cannabis sativa var. kif A.DC. in A.P.de Candolle
Cannabis sativa var. macrosperma (Stokes) Asch. & Graebn.
Cannabis sativa var. monoica Holuby
Cannabis sativa f. pedemontana A.DC.
Cannabis sativa var. praecox Serebr.
Cannabis sativa var. ruderalis Janisch.
Cannabis sativa var. ruderalis (Janisch.) S.Z.Liou.
Cannabis sativa var. spontanea Vavilov
Cannabis sativa f. vulgaris (Alef.) Voss
Cannabis sativa var. vulgaris Alef.
Polygonum viridiflorum Poir

Taxa infraspecifici: sottospecie, varietà, cultivar, chemiotipi

Le varietà dioiche hanno una resa in olio essenziale più elevata ma la biomassa è ridotta. L'olio essenziale è più ricco in mircene e cannabidioli.
Le varietà monoiche sono più ricche in alfa- e beta-pinene e terpinolene

Descrizione botanica

La Cannabis è una famosissima e diffusissima pianta erbacea a ciclo annuale, che si propaga da seme, coltivata nei paesi temperati. È alta da 1,5 a 2 metri, anche se ci sono importanti eccezioni e può arrivare fino a 4-5 metri di altezza nelle razze selezionate per la produzione di "tiglio", la fibra di canapa; fino ad 1 metro nelle razze da seme (canapa "ortichina").
Ha un fusto eretto o ramificato, le foglie sono per la maggior parte opposte, con picciolo lungo, palmatosette, con 5-11 foglioline lanceolate lunghe 7-10 cm., e larghe 2-3 cm., ruvide e seghettate. le foglie superiori sono alterne, quelle inferiori trisette o non divise.
Pianta normalmente dioica, quella maschile più esile (si chiama "femmina") e quella femminile più vigorosa (è detta "maschio" o "canapaccio")
Fiori maschili in infiorescenze allungate, pannocchie ampie e verde-gialle, perigonio pentapartito e 5 stami; fiori femminili in infiorescenze più brevi e compatte. Il frutto (detto seme) è un achenio liscio, lucido, ovale appiattito, (5mm x 4 x 3), grigio-verde con venature scure.
Il materiale vegetale è assorbente con olio essenziale localizzato in superficie, in tricomi ghiandolari su brattee e calici dei fiori femminili

Habitat e coltivazione

Pianta di probabile origine asiatica, che preferisce aree assolate, terreni ben drenati, con abbondanza di nutrienti. Può arrivare a 5 metri di altezza in una stagione di 6-8 mesi. Abbonda nelle zone ruderali e vicino ad insdiamenti umani, nei campi, ai margini stradali, sulle rive dei fiumi, ecc.
Il seme solitamente germina in 3-7 giorni. Durante i primi 2 0 3 mesi di crescita le piante reagiscono all'aumento in lunghezza delle giornate con una crescita più vogorosa caratterizzata da un aumento del numero di foglioline in ciascuna foglia. Dopo il solstizio d'estate, con il ridursi delle ore di sole, si induce la fioritura.
Un clima più umido riduce la resa, mentre periodi secchi l'aumentano

Metodi di raccolta

Le rese massime si hanno al 50% di maturità del seme, mentre la massima qualità (valutata soggettivamente sul profilo organolettico) si raggiunge al 75% di maturità del seme. Vi è però poca relazione tra periodo di raccolta e composizione chimica rilevata (sarebbe interessante valutare la differenza in quei composti sotto allo 0,001%).
L'impollinazione riduce la resa.
È preferibile raccogliere dopo un periodo di 10 giorni di secco.

Trattamento post-raccolta

L'essiccazione del materiale riduce la resa totale in olio essenziale, del 31% dopo 7 giorni e del 55% dopo 90 giorni. L'essiccazione riduce maggiormente i monoterpeni rispetto ai sesquiterpeni.

Parametri di distillazione

L’olio essenziale è situato in brattee e calici dei fiori femminili, è quindi meglio distillare solo le infiorescenze, se è logisticamente fattibile.
Preferibile distillare fiori non impollinati
Essiccare riduce la resa in olio essenziale, meglio distillare fresco
L’olio essenziale è superficiale ed il materiale vegetale è assorbente, meglio usare un vapore più umido (1 bar) e un flusso simile a quello della lavanda.

Rese in olio essenziale

La resa varia da 0,1 a 0,3%.
Nello specifico:
1. Gemme floreali afghane fresche: 0,29% (ca. 23,2 L/ha)
2. Pianta essiccata per 7 gg: 0,20% (- 31%)
3. Pianta essiccata per 90 gg: 0,13% (- 55%)
L'essiccazione riduce maggiormente i monoterpeni rispetto ai sesquiterpeni
4. Pianta raccolta in campo fresca: 1,3 L/tonn (0,13%; ca. 10 L/ha)
5. Pianta non impollinata fresca ("Sinsemilla"): 18 L/ha (ca. 0,23%)
6. Pianta impollinata fresca: 8 L/ha (ca. 0,1%)

Il range di resa per la pianta fresca va dallo 0,1% allo 0,29% (8-23,2 L/ha)
Rese credibili per piante raccolte in campo va dallo 0,1% allo 0,13% (8-13 L/ha)

Descrizione dell'olio

L’olio essenziale, ottenuto per distillazione in corrente di vapore di fogli, fusti e cime fiorite di piante legali a basso tenore di THC e CBD, è di colore giallo-verde, con aroma potente, ricco di note verdi, muschiate, erbacee, tipo fougère, con aspetti di fieno e noce, note finali speziate, debolmente dolci.

Dal punto di vista chimico possiamo certamente dividere la canapa in 3 gruppi:
1. Basso potere intossicante: tetraidrocannabinolo (THC) basso e cannabidioli (CBD) elevati
2. Elevato potere intossicante: THC elevato e CBD bassi
3. Forme ferali, selvatiche o ibridate

Sappiamo anche che esistono almeno 5 chemiotipi
1. THC elevato
2. CBD elevato
3. THC simile a CBD
4. Cannabigerolo elevato
5. Cannabinoidi bassi

L’OE è dominato quantitativamente da monoterpeni (50-90%), mentre i sesquiterpeni sono meno importanti (5-50%). I monoterpeni sono olfattivamente più rilevanti ma i sesquiterpeni funzionalizzati forse più interessanti.
Il THC è assente o < 0,01%, il CBD più comune ma in tracce.


La distillazione delle gemme floreali della Cannabis ad alta potenza di cannabinoidi coltivata indoor porta a questa resa qualitativa:
Monoterpeni (92%)
Mircene (67%)
Limonene (16%)
Sesquiterpeni (7%)
Altro (1%)

La distillazione della Cannabis coltivata outdoor porta a questa resa qualitativa:
Monoterpeni (47,9-92,1%)
beta-mircene
alfa-pinene
trans-ocimene
alfa-terpinene
Sesquiterpeni (5,2-48,6%)
trans-cariofillene

La distillazione di 5 cultivar di cannabis porta a questo ventaglio di terpeni:
Mircene (21,1-35%)
alfa-pinene (7,2-14,6%)
alfa-terpinolene (7-16,6%)
trans-cariofillene (12,2-18,9%)
alfa-humulene (6,1-8,7%)




Uso storico

Originaria dell'Asia centrale e sacra per la gente hindu, sarebbe arrivata nelle Americhe dopo Colombo. È una pianta polivalente, sfruttata nei secoli per le sue proprietà psicotrope, nutritive, come fonte di fibra e di materiale edile, come pianta depurativa dei terreni, come fonte di molecole farmacologicamente attive, ecc.
Pianta usata da millenni, conosciuta e distribuita in tutto il mondo.
Dai dati storici sappiamo che la Cannabis era certamente coltivata in Cina nel 4000 a.C, e la più antica farmacopea cinese, il Shen Nung Pen Ts’ao del III millennio a.C., la consiglia per "disordini femminili, gotta, reumatismo, malaria, stipsi e debolezza mentale". Una menzioe più moderna è del medico cinese Hua T’o che nel 220 d.C. la consiglia a scopo analgesico e anestetico nei diversi interventi “senza dolore”.
La pianta è ben conosciuta anche nel subcontinente indiano, e viene siuggerito che fosse giù usata nel II millennio a.C.. È citata nell’Atharvaveda come “pianta che libera dall’ansia” e in vari testi medici antichi come rimedio. È comunque stata usata ininterrottamente nelle varie tradizioni mediche (Ayurveda, Unani, Tibbi) fino ai nostri giorni.
È anche citata nelle tavolette mediche assire della biblioteca di Assurbanipal (VII sec. a.C.).
Ne parla Dioscoride nel suo De Materia Medica (I sec. d.C) per mal d’orecchi, edemi, itterizia e altri disturbi, e Galeno (II sec. d.C.) per le flatulenze, il mal d’orecchi e il dolore in genere.
Garcia da Orta, medico presso il vicerè a Goa, in India, ne parla nel suo “Colloqui sui semplici e sulle droghe dell’India” (1563) come stimolante dell’appetito, sonnifero, tranquillante, afrodisiaco e euforizzante.
La pianta è stata usata e studiata da moltissimi autori fino ai giorni nostri

Uso in profumeria

L’olio è di produzione molto recente, ma decine di profumi basati sul materiale sono già sul mercato. La nota olfattiva è interessante e si presta bene ad accordi di tipo fougère.

Tossicità

Reazioni avverse cutanee: nessun dato specifico, ma l'autossidazione di limonene, alfa-pinene e delta3-carene aumenta i rischi di sensibilizzazione cutanea
Tossicità riproduttiva: il beta-mircene per via orale è risultato tossico per gli organi riproduttori nelle femmine gravide di ratto alla dose di a 500 mg/kg ma non alla dose di 250 mg/kg.
Tossicità acuta: nessun dato specifico
Cancerogenicità: nessun dato specifico
Fonte: Tisserand e Young 2014

Cautele

Essendo un olio molto ricco in monoterpeni, soffre dell’ossidazione, e va quindi conservato con cura, evitando calore, ossigeno, umidità e luce. Data la compresenza di limonene, alfa-pinene delta-3-carene, è suggeribile proteggere l'olio dall'ossidazione stoccando al buio, in contenitori a tenuta d'aria, magari in atmosfera inerte e a temperatura controllata. È possibile aggiungere un atiossidante.

Evitare di utilizzare l’olio se troppo ossidato o scaduto.
Rischio di sensibilizzazione cutanea se l'olio è ossidato.
Fonte: Tisserand e Young 2014

Tassonomia

Divisione Tracheophyta
Sottodivisione Spermatophytina
Classe Magnoliopsida
Superordine Rosanae
Ordine Rosales
Famiglia Cannabaceae - La pianta è parte delle Cannabaceae sensu lato, che comprendono le Cannabaceae sensu stricto e le Celtidaceae (Gilman et al. 2007).
Genere Cannabis L.
Specie Cannabis sativa L.

Secondo Small & Cronquist (1976) esiste solo una specie, Cannabis sativa, con due sottospecie e quattro varietà, probabilmente da selezione umana:
Cannabis sativa ssp. indica (Lam.) E. Small & Cronquist (fibre)
var. sativa
var. spontanea

Cannabis sativa ssp. sativa L. (intossicante)
var. sativa
var. spontanea Vavilov

Anche McPartland (2014) propone una specie divisa in tre sottospecie.
Clarke e Watson (2002) propongono che la specie Cannabis sativa comprenda tutti gli individui, a parte forse le razze usate per la produzione di hashish e marijuana in Afghanistan e Pakistan che andrebbero raggruppate sotto la specie Cannabis afghana.
Secondo Hillig (2004) esistono due specie:
1. Cannabis sativa
2. Cannabis indica

Ma nel 2005 lo stesso autore ha proposto la possibile esistenza di una terza specie, Cannabis ruderalis, riprendendo in questo modo la suddivisione proposta da Schultes et al. (1974) e da Anderson (1974)
Secondo entrambi questi autori infatti esistono tre specie:
1. Cannabis sativa
2. Cannabis indica
3. Cannabis ruderalis

Hillig (2005) e Hillig e Mahlberg (2004) portano importanti dati di genetica che supportano l'esistenza di due specie, una psicoattiva (Cannabis indica) ed una no (Cannabis sativa)

In genere le opinioni si dividono nel considerare la canapa come proveniente da una sola specie, Cannabis sativa, altamente variabile, oppure da un genere Cannabis politipico con molte specie interfertili.

Detto questo, dal punto di vista chimico possiamo certamente dividere la canapa in 3 gruppi:
1. Basso potere intossicante: THC basso + CBD elevato
2. Elevato potere intossicante: THC elevato + CBD basso
3. Generazione F1 da 1+2 (forme ferali, selvatiche o ibridate): THC = CBD, con fiori femminili leggermente intossicanti e fiori maschili non intossicanti

Sappiamo anche che esistono almeno 6 chemiotipi
THC elevato
CBD elevato
THC simile a CBD
Cannabigerolo elevato
Cannabinoidi bassi

Molecole

  • (+)-Limonene 1,000% - 16,000%
  • (E)-ß-ocimene 2,000% - 10,000%
  • (E)-α-Bergamottene 0,900% - 1,500%
  • Cariofillene ossido 2,200% - 5,800%
  • Mircene 20,000% - 40,000%
  • Terpinolene 1,600% - 16,600%
  • α-Humulene 4,500% - 8,700%
  • α-pinene 7,000% - 20,000%
  • β-cariofillene 12,200% - 19,400%
  • β-Mircene 21,000% - 31,000%
  • β-pinene 3,000% - 7,200%

Bibliografia

  • Hillig, K. W., and Mahlberg, P. G.: 2004
    A Chemotaxonomic Analysis of Cannabinoid Variation in Cannabis (Cannabaceae)
    Rivista: American Journal of Botany
    Volume: 91
    Numero: 6
    Pagine: 966–975


  • Small E. and Cronquist A.: 1976
    A Practical and Natural Taxonomy for Cannabis
    Rivista: Taxon
    Volume: 25
    Numero: 4
    Pagine: 405-435


  • Anderson, LC: 1974
    A study of systematic wood anatomy in Cannabis
    Rivista: Botanical Museum Leaflets
    Volume: 24
    Pagine: 29-36
    Editore: Harvard University


  • Schultes RE, Klein WK, Plowman T. and Lockwood TE: 1974
    Cannabis: An example of taxonomic neglect
    Rivista: Botanical Museum Leaflets
    Volume: 23
    Numero: 9
    Pagine: 337-367
    Editore: Harvard University


  • Steinmetz, E.F.: 1957
    Codex Vegetabilis
    Editore: Published by the author, Amsterdam


  • Tisserand, R. and Young, R: 2014
    Essential oil Safety: 2nd Edition
    Editore: Churchill Livingstone