Assenzio

Artemisia absinthium L., Sp. Pl. 2: 848 (1753).

    • Tracheophyta
      • Spermatophytina
        • Magnoliopsida
          • Asteranae
            • Asterales
              • Asteraceae Berchtold & J. Presl
                • Artemisia L.

Sinonimi
Absinthium majus Garsault
Absinthium officinale Brot.
Absinthium vulgare (L.) Lam.
Artemisia absinthia St.-Lag.
Artemisia pendula Salisb.

L’assenzio è una piccola specie erbacea, aromatica e medicinale, nota ed utilizzata già dagli antichi Egizi e ai Greci. È  una pianta dal sapore fortemente amaro ed aromatico molto utilizzata nel passato per la produzione di liquori, il più famoso dei quali è certamente il distillato d’assenzio chiamato Absinthe, ma non va dimenticato che la pianta è anche la base aromatica per tutti i Vermut. L’olio essenziale ottenuto per distillazione in corrente di vapore è un liquido denso e opaco, di colore dal verde scuro al viola al marrone, con un aroma erbaceo-verde e pungente molto intenso, caldo e profondo, con una nota acuta e fresca di testa e una nota finale molto calda e di legno secco. In forte diluizione ricorda la camomilla e il luppolo.   In media per ottenere 1 litro di olio essenziale ci vogliono 250 kg di pianta.  L’olio essenziale è molto variabile in composizione, ed esistono vari chemiotipi, ma in genere è dominato dal beta-tujone e in minor misura dall’alfa-tujone.  Si usa tipicamente negli accordi maschili. Si sposa bene con le note floreali dando loro un’aurea di mascolinità, nascondendo le note dolci e floreali mantenendo però il loro corpo. Usato per dare note fresche ed erbacee alle fougere aromatiche, ma anche in mix erbacei freschi. L’olio essenziale è neurotossico, embrio-fetotossico e abortivo, ed è controindicato il suo utilizzo in aromaterapia, sia per bocca, sia in inalazione. 

Sinonimo botanico

Absinthium bipedale Gilib.
Absinthium majus Garsault
Absinthium officinale Brot.
Absinthium vulgare Lam.,
Artemisia absinthia St.-Lag.
Artemisia absinthium var. insipida Stechm.
Artemisia arborescens var. cupaniana Chiov.
Artemisia arborescens f. rehan (Chiov.) Chiov.
Artemisia baldaccii Degen
Artemisia doonense Royle
Artemisia inodora Mill.
Artemisia kulbadica Boiss. & Buhse
Artemisia pendula Salisb.
Artemisia rehan Chiov.
Artemisia rhaetica Brügger

Sinonimo francese

armoise absinthe
armoise amère

Sinonimo inglese

Absinthium
Wormwood
Absinthe
Absinthe wormwood

Sinonimo italiano

Arsinz
Ascenzi
Assenzio maggiore
Assenzio romano
Assenzu
Incens
Nascenzio

Sinonimo spagnolo

absintio
ajenjo

Sinonimo tedesco

Meifuss
Wermut
Absinth
echter Wermut

Nomi alternativi

nigayomogi
absinto
losna
malört
ou zhou ai (cinese translitterato)
polyn gor'kaja (russo translitterato)
Absint-alsem (Olandese)
Assensiu (Corso)
Assenzju (Maltese)
Blieda češljiga (Croato)
Bylica piołun (Polacco)
Gorski pelin (Croato)
Have-Malurt (Danese)
Kartusis kietis (Lituano)
Koirohi (Estone)
Koiruoho (Finnish)
Mali (Finnico)
Malört (Svedese)
Malurt (Norvegese)
Neven (Croato)
Obsienac (Croato)
Ohsjenać (Croato)
Palina pravá (Slovacco)
Pelin (Albanese)
Pelynas (Lituano)
Pelyněk pravý (Ceco)
Pravi pelin (Sloveno)
Vērmele (Latviano)
Žuhki pelin (Croato)
Аҹы jовшан (Azero)
Горчив пелин (Bulgaro)
Пелин алб (Moldavo)
Полин гiркий (Ucraino)
Полынь горькая (Russo)
Օշինդր դառը (Armeno)

Altre specie

Vi sono molte altre specie di Artemisia di uso medicinale:
Artemisia abrotanum L.
Artemisia annua L.
Artemisia capillaris L.
Artemisia dracunculus L.
Artemisia vulgaris L.
Artemisia arborescens L.
Artemisia frigida Willd.
Artemisia genepì Weber
Artemisia umbelliformis Lam.

Descrizione botanica

L'assenzio è facilmente identificabile poiché è una pianta cespugliosa, perenne, che può vivere anche 10 anni, a portamento ascendente, alta alla fioritura fino ad 1-1,5 m, pubescente, bianco tomentosa.
Dalle radici rizomatose dipartono i fusti poco ramificati, legnosi alla base, con molte foglie alterne, glauche, pennatosette, lunghe fino a 12 cm, con i lobi obovati o lanceolati, interi o dentati. Entrambe le superfici fogliari sono coperte da peluria setosa, sottile e grigio-argentea o verde-grigia, consistente in numerosi tricomi peltiformi presenti.
Le infiorescenze sono delle pannocchie formate da capolini emisferici (3x3 mm) di colore giallo- bruno I fiori sono piccoli, quasi globulari, senza pappo, giallo-verdi
Epoca di fioritura da luglio a settembre.
L’aroma è intenso e facilmente riconoscibile.

Habitat e coltivazione

Origine
Pianta nativa dell'Africa settentrionale (Algeria; Marocco), del Caucaso (Armenia; Azerbaijan; Georgia), del Medio Oriente (Kazakhstan; Kyrgyzstan; Tajikistan; Turkmenistan), di Russia, Afghanistan, Iran e Turchia; della Cina e dell'India; di tutta l'Europa. Si trova spesso in associazione a Artemisia alba, Artemisia annua e Artemisia vulgaris.
Naturalizzata in America dell'Est ed in Asia centrale, coltivata in ex-Yugoslavia, Olanda, Belgio ed Ungheria, Marocco e repubbliche ex-sovietiche.
E’ presente come spontanea in gran parte delle regioni italiane, eccetto che nell'estremo Sud, lungo i margini stradali. È comune negli incolti su substrato acido, fra le siepi e sui muri
; cresce bene solo in posizione molto assolata. Non ha particolari esigenze. Si sviluppa anche in terreni poveri, aridi, sassosi e su substrati calcarei e soleggiati. si sviluppa bene negli incolti nei terreni di riporto, sassosi, sciolti, drenati. E’ la tipica pianta colonizzatrice di suoli di nuova origine.
Coltivata principalmente negli USA, Marocco, Ungheria, Bulgaria, Russia.

Propagazione
Dividendo le radici in autunno oppure da seme e coltivata nelle regioni temperate.
La semina va fatta in terriccio leggero, ricco di sabbia e le piantine andranno strapiantate già ben sviluppate, con terriccio un poco più ricco, in vasetti singoli; da qui potranno essere facilmente trasferite in terra piena o in grossi vasi, in condizioni ben assolate e calde.
La riproduzione si può fare in autunno o primavera, sia per talee di punta che per divisione dei cespi.
Ha uno sviluppo rapido che le consente di occupare velocemente il suolo. Non ha bisogno di grosse cure poiché la pianta è poco esigente inoltre non viene attaccata da parassiti che potrebbero mangiare le foglie poiché il sapore è repellente. Queste piante possono subire attacchi da afidi ma le conseguenze non sono quasi mai preoccupanti per la produzione. Utili le cimature.

Rotazioni
Può succedere ad un cereale od a un prato stabile; non deve seguire se stessa oppure un'altra composita.

Durata della coltura
Una coltura di assenzio può durare, dal puto di vista produttivo, 3-5 anni, anche se le piante possono vivere 7 - 10 anni. le rese migliori si hanno nel 2° e 3° anno.

Preparazione del terreno e concimazione
Aratura autunnale.

Fresatura od erpicatura primaverile.

Concimazione organica: 500 kg/100m2 di letame maturo.

Concimazione chimica da eseguire tutti gli anni all'inizio del periodo vegetativo (per 100 m2): 1,5 kg di N (frazionato in 2-3 volte); 1 kg di P2O5; 1,5 kg di K20.


Impianto
È possibile la semina diretta in pieno campo, ma si consiglia il trapianto delle piantine.
 II seme viene seminato in serra in marzo per poter eseguire il trapiantato in maggio-giugno. La quantità di seme necessaria per ottenere le piantine sufficienti (250 piante circa) all’investimento di 100 m2 è 2 g, che si seminano su 2 m2. Seguirà il ripicchettamento e quindi il trapianto.
Si può anche seminare in semenzaio non protetto in aprile-maggio, ed allora il trapianto si eseguirà in agosto-settembre.

Quando si possiede già una coltivazione di assenzio, è possibile realizzare un altro impianto utilizzando la tecnica della divisione dei cespi.
La pacciamatura incrementa altezza e sviluppo ma non la resa che è stata generalmente maggiore a quote più elevate.

Sesti d'impianto
30-40 cm x 50-60-70 cm.
25.000 piante/ha
Rifare l’impianto dopo 5 anni

Cure colturali
Irrigazione post-trapianto, soprattutto se è stata adottata la moltiplicazione per divisione dei cespi.

Sarchiatura periodica per il controllo delle malerbe, come per le altre specie perenni (altea o malva).

Malattie e parassiti
E' possibile che si verifichino attacchi di Cercospora absinthii, C. olivacea e Puccinia tanaceti su foglie e fusti.
Fonti: Hornok L., 1992 - Cultivation and Processing of Medicinal Plants. John Wiley & Sons; pag.311-312.

Raccolta

La massima concentrazione di olio essenziale si ha nel periodo subito prima della fioritura, e subito dopo la concentrazione di alfa- e beta-tujone nella pianta aumenta.
La raccolta si effettua quindi tra maggio e agosto (di solito luglio)

Rese in pianta fresca

Dal secondo anno 10.000 kg/ha

Trattamento post-raccolta

La pianta dovrebbe essere appassita per 24 ore prima della distillazione, in luogo coperto, al riparo della luce e ventilato, in strato sottile per evitare fenomeni di fermentazione.

Parametri di distillazione

Preferibile utilizzare il metodo della distillazione in corrente di vapore del materiale appassito per 24 ore.
La durata della distillazione può variare dalle 2 alle 4 ore, a seconda delle necessità di recuperare frazioni altobollenti.

Rese in olio essenziale

La località di coltivazione influenza significativamente i parametri quantitativi e qualitativi della coltura. Il contenuto in olio essenziale è superiore negli individui allevati sopra i 1000 m. s.l.m. e in particolare nel terzo anno si ha la miglior produzione dal punto di vista qualitativo.
Nel secondo anno la resa in biomassa è la più elevata, mentre il contenuto in olio essenziale è il più basso, nell’anno successivo, ad un calo della resa in biomassa corrisponde il raddoppio del livello in olio essenziale. 

Resa: 0,13% pianta fresca, 0,35% pianta appassita dopo 2,5 ore di distillazione

Descrizione dell'olio

L’olio essenziale ottenuto per distillazione in corrente di vapore è un liquido denso e opaco, di colore dal verde scuro al viola al marrone, con un aroma erbaceo-verde e pungente molto intenso, tipico da tujone, caldo e profondo, con una nota acuta e fresca di testa e una nota finale molto calda e di legno secco. In forte diluizione ricorda la camomilla e il luppolo.

L’olio essenziale è molto variabile in composizione, ed esistono vari chemiotipi, ma in genere è dominato dal beta-tujone e in minor misura dall’alfa-tujone, e gli altri composti principali sono il sabinene, il cis-beta-epossiocimene, il trans-sabinil acetato e il linalil 3-metilbutanoato.

Uso storico

L’assenzio è una piccola specie erbacea, aromatica e medicinale, nota ed utilizzata già dagli antichi Egizi e ai Greci, che hanno descritto le proprietà curative di questa essenza in un papiro che è stato datato al 1600 A.C. L’area di origine potrebbe essere il Vicino Oriente, ma è presente in tutta la penisola italiana, fino a 1100 m s.l.m, da prima dei Romani, e in Europa, nell’Africa boreale, in Asia e in Nuova Zelanda, dove preferisce i muri e le zone antropizzate delle regioni montane e submontane, gli incolti aridi e le siepi.
È una pianta dal sapore fortemente amaro ed aromatico il cui olio era molto utilizzato nel passato per la produzione di liquori, il più famoso dei quali è certamente il distillato d’assenzio chiamato Absinthe (bandito nel 1915 in Francia, ma da pochi anni rientrato in produzione con limiti sul contenuto in tujone), ma non va dimenticato che la pianta è anche la base aromatica per tutti i Vermut, insieme alla radice di Angelica, ai semi di Anice, alla maggiorana e a molte altre piante.

Uso in profumeria

L’olio di assenzio ha una nota verde, amara e tagliente tipica degli accordi maschili. Si sposa bene con le note floreali dando loro un’aurea di mascolinità, nascondendo le note dolci e floreali mantenendo però il loro corpo. Usato per dare note fresche ed erbacee alle fougere aromatiche, ma anche in mix erbacei freschi.
L'industria degli aromi ha cercato negli anni di preparare frazioni dell'olio essenziale per isolare le note più interessanti (le note verde-erbacee, la nota di legno secco, e le note dolci e tenaci di cuoio) ed abbassare il contenuto in tujone. Queste note si trovano nelle frazioni altobollenti, mentre il tujone è relativamente basso-bollente. Questi materiali parzialmente de-tujonizzati è un materiale molto interessante che si mescola bene con muschi, introduce note erbacee nelle miscele con fiori, porta grande ricchezza a delle chypre o a dei mix di lavanda.

Cautele

Visto il livello di tujone l'olio è neurotossico, embrio-fetotossico e abortivo, e che sia controindicato il suo utilizzo in aromaterapia, sia per bocca, sia in inalazione.
L’utilizzo massimo consentito per prodotti cosmetici è dello 0,4%.
Controindicato qualsiasi utilizzo in gravidanza ed allattamento.
Rischio convulsioni: il NOAEL del tujone per le convulsioni è di 10 mg/kg nei ratti maschi e di 5 mg/kg per i ratti femmine.

Utilizzo cutaneo
β-tujone: 0,4%

Utilizzo orale
Nessuna dose sicura.
Detto questo, basandosi sulle normative CEE sull'utilizzo nelle bevande alcoliche del tujone (10 mg/kg di tujone per i liquori e 35 mg/kg di tujone per gli amari), e calcolando una percentuale del 50% di tujoni nell’olio essenziale, questo si tradurrebbe in un massimo di 20 mg/kg (20 ppm) di olio essenziale per i liquori e 70 mg/kg (70 ppm) per gli amari.

Tassonomia

Vi sono almeno due possibili etimologie del termine generico Artemisia. La prima vuole che il genere sia stato nominato così in onore e ricordo del medico e botanica Artemisia, sorella/sposa del satrapo persiano Mausolous (la cui fama deriva dalla tomba fatta costruire da Artemisia nell'antica città di Alicarnasso, in Turchia, detta appunto mausoleo)
La seconda vuole che il termine derivi dalla dea Artemide.

Tracheophyta
Euphyllophyta
Spermatophyta
Magnoliophyta
Mesangiospermae
Eudicotyledons
Gunneridae
Pentapetalae
Asterids
Campanulids
Asterales
Asteraceae
Asteroideae
Anthemideae
Artemisiinae
Artemisia


Classificazione APG:
Eudicotiledoni
Eudicotiledoni centrali
Asteridi
Euasteridi II
Asterales
Asteraceae

Molecole

  • (Z)-epossi ocimene 0,900% - 1,500%
  • (Z)-Sabinil acetato 18,100% - 32,800%
  • (Z)-Sabinolo 0,500% - 2,700%
  • 1,8-cineolo 0,600% - 1,000%
  • Geranil proprionato 0,100% - 2,100%
  • Germacrene D 0,800% - 1,700%
  • Linalolo 1,000% - 1,000%
  • Mircene 1,000% - 1,300%
  • Sabinene 1,000% - 2,000%
  • α-Tujone 2,000% - 4,000%
  • β-cariofillene 1,400% - 1,900%
  • β-Mircene 1,000% - 1,300%
  • β-Tujone 33,000% - 60,000%