Artemisia dei Verlot

Artemisia verlotiorum Lamotte

    • Tracheophyta
      • Spermatophytina
        • Magnoliopsida
          • Asteranae
            • Asterales
              • Asteraceae Berchtold & J. Presl
                • Artemisia L.

Sinonimi
Artemisia leptostachya DC.
Artemisia selengensis Turcz.
Artemisia vulgaris var. aromatica Sacc.
Artemisia vulgaris subsp. selengensis Thell.
Artemisia vulgaris var. suaveolens Bég

L’assenzio dei fratelli Verlot è una specie aliena in Europa, è stato introdotto solo relativamente di recente in Italia dall’estremo oriente, ma si è distribuito in tutte le regioni (a parte forse la Puglia). È presente nel comprensorio della Lessinia, ama terreni freschi e nutrienti in zone antropizzate, disturbate come i margini stradali, le rovine, i campi abbandonati.  Il nome deriva dai fratelli Jean Baptiste e Pierre Bernard Verlot che per primi distinsero questa pianta dalla molto simile Artemisia vulgaris. È una pianta erbacea che fiorisce da fine estate ad ottobre.  In media per ottenere 1 litro di olio essenziale ci vogliono 150 kg di pianta. Questo olio essenziale è un liquido mobile giallo pallido con un odore potente, fresco e con note verdi ed amare, più dolci però dell’assenzio, e con un corpo di salvia o rosmarino.  La composizione è simile a quella dell’assenzio (del quale condivide la tossicità), con la differenza che è dominata dall’α-tujone piuttosto che dal β-tujone. Contiene inoltre 1,8-cineolo, β-cariofillene, germacrene D e cariofillene ossido.  L’olio essenziale è relativamente nuovo (anche se è possibile che nel passato alcuni oli essenziali di artemisia volgare fossero in realtà di assenzio dei Verlot, vista la somiglianza delle due specie), e quindi non ha una tradizione di utilizzo. Ma vista la somiglianza con l’artemisia, è utilizzabile per aggiungere note fresche e calore alle colonie di lavanda, alle fragranze di pino e alle chypres e fougères. Potrebbe legarsi bene con il patchouli, il rosmarino, il lavandino, gli aghi di pino, ecc. Visto il livello di tujone vicino a quello dell’assenzio, è ipotizzabile che sia neurotossico, embrio-fetotossico e abortivo, e che sia controindicato il suo utilizzo in aromaterapia, sia per bocca, sia in inalazione. L’utilizzo massimo consentito per  prodotti cosmetici è dello 0,4%. Controindicato qualsiasi utilizzo in gravidanza ed allattamento. Per l’utilizzo nelle bevande alcoliche, basandosi sulle normative CEE per il tujone, calcolando  per i liquori e di 35 mg/kg di tujone per gli amari.  Calcolando una percentuale del 50% di tujoni nell’olio essenziale, questo si tradurrebbe in 20 mg/kg di olio essenziale per i liquori e 70 mg/kg per gli amari.

Sinonimo botanico

Artemisia leptostachya DC.
Artemisia selengensis Turcz.
Artemisia verlotiorum var. verlotiorum
Artemisia verlotiorum f. verlotiorum
Artemisia vulgaris f. angustisecta Fiori
Artemisia vulgaris var. aromatica Sacc.
Artemisia vulgaris subsp. selengensis Thell.
Artemisia vulgaris var. suaveolens Bég.
Fonte: The Plant List

Sinonimo francese

Armoise
Brède chinois
Armoise des Frères Verlot
Armoise de Chine

Sinonimo inglese

Common Wormwood
Mugwort
Chinese Mugwort

Sinonimo italiano

Altanìsie
Altanisìc
Assenzio dei fratelli Verlot
Assenzio dei Verlot
Cianaipàz

Sinonimo spagnolo

altamira (Catalano)
altamisa (Aragonese)
altemisa (Aragonese)
altimira (Catalano)
artemisa (Aragonese)
cintes (Catalano)
herba del colesterol (Catalano)
té (Castigliano)
yerba sanjuanera (Aragonese)

Sinonimo tedesco

Verlot-Beifuß
Verlotscher Beifuss

Nomi alternativi

Bylica werlocka (Polacco)
Kinesisk gråbo (Svedese)
Palina Verlotovcov (Slovacco)
Pelyněk Verlotů (Ceco)
Verlotov pelin (Sloveno)
شيح الأَخَوَيْن فِرلوه (Arabo)

Descrizione botanica

È una pianta erbacea perenne, emicriptofita scaposa, alta 50-200cm, che si moltiplica per stoloni e fiorisce raramente, da luglio a novembre.
Il fusto è eretto, ramificato, striato, glabro di colore rossastro
Le foglie sono pennatosette (1-2 volte), strette in lacinie a margine intero anche le basali, glabre verde scuro nella pagina superiore, biancastre leggermente pelose nella pagina inferiore.
L'infiorescenza è un capolino subsessile di fiori piccoli e rossastri, con squame leggermente pelose, portati in pannocchia tendenzialmente unlilaterale
Ha radici secondarie che si dipartono dal rizoma con stoloni orizzontali striscianti.
È simile all'Artemisia vulgaris ma ha una infiorescenza a pannocchia unliaterale, i fiori rossi, le foglie laciniate a margine interno, e stoloni striscinati, anche interrati.

Habitat e coltivazione

L’assenzio dei fratelli Verlot è una specie aliena, arrivata dall’estremo oriente temperato (Cina, Taiwan) e naturalizzata nelle regioni meridionali e occidentali dell’Europa e nel Mediterraneo (Francia, Spagna, Italia, Portogallo, Slovenia, Croazia, Armenia, Rep. Ceca, Austria, Belgio, Germania, Svizzera, Gran Bretagna, Madeira, Algeria). In Italia è stato introdotto solo relativamente di recente, ma si è distribuito in tutte le regioni (a parte forse la Puglia). È presente nel comprensorio della Lessinia, in tutto il territorio fino alla fascia montana (600 mslm). Colonizza terreni freschi e ricchi di composti azotati in siti disturbati quali margini di strade, discariche, campi abbandonati, etc, dal livello del mare alla fascia montana inferiore. È coltivabile facilmente anche in terreni poveri e secchi.
Il nome deriva dai fratelli Jean Baptiste e Pierre Bernard Verlot che per primi distinsero questa pianta dalla molto simile Artemisia vulgaris.

Fonti
Burkart, A. E., ed. Flora ilustrada de Entre Rios. 1969- (F EntreR)
Cabrera, A. L., dir. Flora de la provincia de Jujuy, Republica Argentina. 1977- (F Jujuy)
Chinese Academy of Sciences Flora reipublicae popularis sinicae. 1959- (F China)
Euro+Med Editorial Committee Euro+Med Plantbase: the information resource for Euro-Mediterranean plant diversity (on-line resource). (EuroMed Plantbase)
Zuloaga, F. O. & O. Morrone, eds. Catálogo de las plantas vasculares de la República Argentina. I. Pteridophyta, Gymnospermae y Angiospermae (Monocotyledonae), II. Dicotyledonae. Monogr. Syst. Bot. Missouri Bot. Gard. 60, 74. 1996, 1999 (L Argent)

Trattamento post-raccolta

La pianta dovrebbe essere appassita per 24 ore prima della distillazione, in luogo coperto, al riparo della luce e ventilato, in strato sottile per evitare fenomeni di fermentazione.

Parametri di distillazione

Preferibile utilizzare il metodo della distillazione in corrente di vapore del materiale appassito per 24 ore. La durata della distillazione può variare dalle 2 alle 4 ore, a seconda delle necessità di recuperare frazioni altobollenti.

Rese in olio essenziale

In media per ottenere 1 litro di olio essenziale ci vogliono 150 kg di pianta.

Descrizione dell'olio

Liquido mobile, color giallo pallido con un odore potente, fresco e con note verdi ed amare, più dolci però dell’assenzio, e con un corpo di salvia o rosmarino.


Uso in profumeria

L’olio essenziale è relativamente nuovo (anche se è possibile che nel passato alcuni oli essenziali di artemisia volgare fossero in realtà di assenzio dei Verlot, vista la somiglianza delle due specie), e quindi non ha una tradizione di utilizzo. Ma vista la somiglianza con l’artemisia, è utilizzabile per aggiungere note fresche e calore alle colonie di lavanda, alle fragranze di pino e alle chypres e fougères. Potrebbe legarsi bene con il patchouli, il rosmarino, il lavandino, gli aghi di pino, ecc.

Cautele

In mancanza di dati specifici sull'olio essenziale, adottiamo le stesse misure precauzionali adottate per l'olio essenziale di assenzio, vista la somiglianza in termini di composizione chimica, ed in particolare vista la presenza di tujoni

Visto il livello di tujone vicino a quello dell’assenzio, è ipotizzabile che sia neurotossico, embrio-fetotossico e abortivo, e che sia controindicato il suo utilizzo in aromaterapia, sia per bocca, sia in inalazione.
L’utilizzo massimo consentito per prodotti cosmetici è dello 0,4%.
Controindicato qualsiasi utilizzo in gravidanza ed allattamento.
Rischio convulsioni: il NOAEL del tujone per le convulsioni è di 10 mg/kg nei ratti maschi e di 5 mg/kg per i ratti femmine.

Utilizzo cutaneo
β-tujone: 0,4%

Utilizzo orale
Nessuna dose sicura.
Detto questo, basandosi sulle normative CEE sull'utilizzo nelle bevande alcoliche del tujone (10 mg/kg di tujone per i liquori e 35 mg/kg di tujone per gli amari), e calcolando una percentuale del 50% di tujoni nell’olio essenziale, questo si tradurrebbe in un massimo di 20 mg/kg (20 ppm) di olio essenziale per i liquori e 70 mg/kg (70 ppm) per gli amari.

Tassonomia

Tracheophyta
Euphyllophyta
Spermatophyta
Magnoliophyta
Mesangiospermae
Eudicotyledons
Gunneridae
Pentapetalae
Asterids
Campanulids
Asterales
Asteraceae
Asteroideae
Anthemideae
Artemisiinae
Artemisia
Artemisia verlotiorum Lamotte

Vi sono almeno due possibili etimologie del termine generico Artemisia. La prima vuole che il genere sia stato nominato così in onore e ricordo del medico e botanica Artemisia, sorella/sposa del satrapo persiano Mausolous (la cui fama deriva dalla tomba fatta costruire da Artemisia nell'antica città di Alicarnasso, in Turchia, detta appunto mausoleo)
La seconda vuole che il termine derivi dalla dea Artemide.

Molecole

  • 1,8-cineolo 10,000% - 21,000%
  • Germacrene D 4,000%
  • α-Tujone 40,000% - 47,000%
  • β-cariofillene 3,000% - 9,000%
  • β-Tujone 6,000% - 10,000%