Cos’è un’acqua aromatica?

Cosa è un’acqua aromatica?

Secondo la Farmacopea Francese un idrolato (un altro nome, insieme a “idrosol”, per dire acqua aromatica) è “un’acqua distillata caricata per mezzo della distillazione di principi attivi volatili contenuti nei vegetali”.

Come abbiamo visto nel secondo capitolo sulla distillazione, in realtà ciò che otteniamo alla fine del processo sono due materiali, gli oli essenziali e le acque aromatiche. Queste ultime, famose ed ampiamente utilizzate fino a metà del 700, più dei primi, sono poi finite nel dimenticatoio, a parte i classici come l’acqua di fiori d’arancio o l’acqua di rose. Da qualche anno però stanno tornando prepotentemente alla ribalta.

Un’acqua aromatica è quindi uno dei due prodotti della distillazione delle piante aromatiche. Se ricordate il metodo della distillazione in corrente di vapore vapore, vi ricorderete in tutti i casi un vapore misto di acqua e olio essenziale entra nel condensatore, dove perde calore, si raffredda fino a tornare liquido e a raccogliersi nella fiorentina. A questo punto avremo che tutte le molecole odorose, volatili e non solubili in acqua si stratificheranno sopra (o in pochi casi sotto) all’acqua.  Non tutte le molecole odorose e volatili sono però insolubili in acqua, alcune lo sono solo parzialmente, altre sono del tutto solubili in acqua. Queste molecole quindi non si raccoglieranno con l’olio essenziale, ma rimarranno in soluzione nell’acqua distillata, ad una concentrazione di solito molto bassa (raramente più dell’1%) ma sufficiente per profumare l’acqua e per esercitare alcuni effetti.  

Quanto e come sarà profumata questa acqua dipenderà naturalmente dalla pianta da cui deriva, esattamente come per l’olio essenziale, ma la composizione sarà sempre diversa da quella dell’olio essenziale. Dato infatti che le acque contengono la frazione idrosolubile della componente volatile delle piante aromatiche, e visto che le molecole che si sciolgono bene nell’acqua sono soprattutto quelle ricche in composti ossigenati, le acque aromatiche saranno particolarmente ricche in alcoli e acidi carbossilici, questi ultimi degli acidi deboli assenti dagli oli essenziali, mentre gli idrocarburi, le molecole composte solo da atomi di carbonio ed idrogeno e quindi poco solubili in acqua, saranno solo nell’olio essenziale.

L’acqua aromatica sarà quindi tanto più profumata e carica  quanto più la pianta contiene composti ossigenati, mentre sarà piuttosto povera di aroma quando la pianta contenga quasi solo idrocarburi. Per sperimentare questa differenza basta annusare l’acqua aromatica di una pianta ricca in composti ossigenati come il timo, il rosmarino, la salva, ecc. e compararla con quella derivata dalla distillazione di una conifera come il Pino.

Cosa non consideriamo acque aromatiche

A differenza della definizione in Farmacopea Francese, esistono anche definizioni di acque aromatiche non accettabili. In alcuni casi vengono così chiamate acque prodotte tramite solubilizzazione di un olio essenziale per mezzo di tritazione con magnesio e successivo filtraggio. In altri casi si tratta di oli essenziali disciolti in una soluzione di acqua ed etanolo, in altri ancora di fragranze sintetiche aggiunte all’acqua

Problemi di salubrità

La produzione degli idrolati varia molto da paese a paese e da un impianto di distillazione a un altro. In grandi impianti di distillazione il materiale viene solitamente distillato in ambiente chiuso e quindi è difficile che l’idrolato si possa contaminare; inoltre le temperature alle quali si lavora pastorizzano l’acqua rendendone l’utilizzo immediato sicuro. Ma quando l’impianto sia piccolo e aperto, l’idrolato può contaminarsi con facilità a causa delle cattive condizioni igieniche dell’impianto oppure a causa del contatto con l’atmosfera.

A differenza degli oli essenziali , che sono un substrato estremamente refrattario alla crescita di colonie batteriche o fungine, gli idrolati, essendo acqua con ridotte quantità di composti volatili, sono un terreno di coltura quasi ideale. Naturalmente un idrolato contaminato può essere di nuovo reso sicuro tramite il processo di imbottigliamento, se esso viene preceduto da una pastorizzazione o microfiltraggio. Anche in questo caso la sicurezza della non contaminazione dura fino al momento dell’apertura della bottiglia, dopo la quale l’idrolato può di nuovo contaminarsi.

Un altro modo per assicurare la purezza del prodotto sarebbe quello di aggiungere un conservante alimentare, anche se questo può non piacere a certi utenti.  Naturalmente il rischio è relativo, si tratta dello stesso rischio che possiamo avere dal bere un’acqua minerale in bottiglia dopo un certo tempo che l’abbiamo aperta. 

Sicurezza 

Non bisogna però minimizzare troppo questo rischio, difatti nelle acque minerali in bottiglia sono state trovate varie colture batteriche, in particolare di Cryptosporidium e di Giardia; questo potrebbe essere un problema in caso di pazienti immunocompromessi o di bambini. Questo vale per quanto riguarda l’utilizzo orale, mentre non sussistono problemi di sorta per quanto riguarda l’utilizzo topico. 

Ma come possiamo sapere se stiamo acquistando un prodotto esente da contaminazione? Dobbiamo porre a noi stessi e al nostro fornitore le seguenti domande: 

L’idrolato contiene conservanti? Se non li contiene:

  • È stato testato per la presenza di contaminazioni batteriche? – I risultati sono disponibili?
  • Dov’è stato imbottigliato il prodotto (dal produttore o più avanti nella filiera di distribuzione)? 
  • Se l’idrolato è stato prodotto da chi lo offre, come viene immagazzinato? Come viene protetto dalle contaminazioni? 
  • In caso il fornitore suggerisca un utilizzo orale, è lui o il produttore autorizzato alla preparazione di prodotti alimentari? 

Tossicità 

È difficile pensare a una qualche tossicità degli idrolati, visto che sono derivati molto diluiti di piante che per la maggior parte sono comunque permesse per il libero consumo alimentare; per raggiungere una dose tossica sarebbe necessario bere vari litri della sostanza. Solo gli idrolati di piante francamente tossiche, come l’Acorus calamus, devono essere guardati con diffidenza. 

Usi 

Secondo vari autori, gli acidi carbossilici presenti negli idrolati sono elementi molto calmanti e ideali per il trattamento della cute, dato che preservano il suo manto acido. Anche la presenza di una frazione degli alcoli mono- e sesquiterpenici è interessante per possibili applicazioni degli idrolati quando sia necessario agire con grande delicatezza con agenti antisettici e antinfiammatori. Alcuni idrolati possono essere molto utili in una limitata serie di problemi, soprattutto dermatologici. Ad esempio, gli idrolati di Rosa, Camomilla, Lavanda, Neroli e pochi altri sono delle applicazioni dermatologiche ottime per ogni tipo d’infiammazione, in certi casi migliori degli stessi oli essenziali.

Va ricordato però che non esistono molti dati scientifici a supporto dell’attività degli idrolati, e che per giustificarne l’uso ci si basa soprattutto sugli utilizzi degli idrolati di rosa, arancio, rosmarino e pochi altri che hanno una tradizione di utilizzo, sugli utilizzi degli infusi delle stesse piante (per quanto differenti dagli idrolati, alcune inferenze sono giustificate), sulle inferenze basate sulla composizione chimica, e sulla generale mancanza di tossicità. 

È necessario, inoltre, fare attenzione agli idrolati prodotti a partire da piante sui cui oli essenziali non si abbiano dati di sicurezza, oppure da piante che causano problemi di allergia, come la Lippia citriodora. 

Gli idrolati sono molto utili per le infiammazioni cutanee; l’idrolato di rosa in questo senso è particolarmente buono. Possono essere agenti cosmetici usati per controllare l’eccessiva produzione di sebo o per ridurre l’infiammazione dell’acne. Alcuni sono ideali per il male agli occhi e le infiammazioni della congiuntiva e sono, da questo punto di vista, meglio degli infusi perché si elimina la maggior parte delle particelle vegetali. Altri usi comprendono i casi d’irritazione o le ragadi al seno nelle mamme che allattano, oppure le irritazioni vulvari. 

Altri utilizzi

Ma gli idrolati possono essere utilizzati in vari modi. Data l’assenza di tossicità, è possibile utilizzarle al posto degli oli essenziali nei nebulizzatori, allo scopo di aromatizzare l’aria di un ambiente, di una stanza, senza correre il rischio di esagerare con le dosi, e con il bonus di nebulizzare anche dell’acqua, utile in caso di aria molto secca o di problemi respiratori.  

Possono anche essere utilizzate come un metodo di profumazione semplice e poco impegnativo, o come spray rinfrescate.

Negli ultimi anni poi le acque aromatiche sono ritornate prepotentemente di moda nel campo dell’aromatizzazione dei cibi e delle bevande.  Sempre grazie alla loro assenza di tossicità, e alla delicatezza dell’aroma, sono ideali da spruzzare all’ultimo momento sulle pietanze, prima di servirle, oppure come marinatura delicata.  Nel campo dei cocktail possono essere sostituite alla fase acquosa, aggiunte per aumentare il profilo aromatico senza modificare il sapore.

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