olio essenziale di pino mugo: caratteristiche e ricetta

Olio di pino mugo: caratteristiche e ricetta per la pulizia

Nella puntata precedente abbiamo guardato alle conifere in genere, per introdurre la discussione del nostro primo olio essenziale, il pino mugo.

Questo albero, il Pinus mugo Turr., (sinonimi: Pinus carpathicus auct.; Pinus echinata Hort) è il più montano dei pini indigeni in Italia.  Cresce in abbondanza in Europa centrale, in particolare in Tirolo e nelle zone alpine e prealpine svizzere, austriache e dell’Italia del Nord, della Ex-Yugoslavia e in genere nei Balcani. Le zone di raccolta per la distillazione sono sopra i 1300 mslm e sotto i 2000 mslm. L’albero è protetto in molte aree e sfruttabile solo in certi periodi dell’anno, a una certa altitudine e in maniera regolata. Può crescere in condizioni molto differenti, e assume quindi degli habitus che vanno da alberi alti fino a 10 metri (raramente), ad arbusti prostrati e rami parzialmente striscianti, alti 2 metri. Le foglie sono lunghe da 3 a 5 cm, le pigne abbastanza piccole, ovali, con la parte libera dalle squame sporgente a punta (Lodi   ).

L'olio essenziale di mugo andrebbe distillato in correte di vapore da piante giovani (comunque mai sopra i 12 anni) nei periodi freddi dell'anno, all'inizio della primavera o in autunno. La resa maggiore si ha in gennaio, mentre quella minore si ha ad agosto. Dal punto di vista qualitativo la resa è migliore se si distilla in primavera e se gli alberi sono cresciuti al sole   Per evitare che l'olio sia dominato da composti tipici della resina (trementina) è preferibile distillare solo ramoscelli fogliari di diametro ridotto. Quando si seguono queste direttive l'aroma è molto fresco e caratteristico, in quanto differisce in aroma dagli altri oli di aghi di pino, per la presenza a bassa percentuale di alcuni composti particolarmente fragranti.

Caratteristiche

È un liquido mobile, da incolore a giallo molto pallido, con caratteristico e piacevole odore di pino, leggermente dolce e con un delicato aspetto balsamico, con nota finale leggermente resinosa e di legno, quasi speziata che ricorda il cipresso e le bacche di ginepro.

Come tutti gli oli da conifere è caratterizzato chimicamente dai monoterpeni, anche se a differenza degli oli da resina (trementina) contiene comunque composti ossigenati che danno un profilo aromatico più complesso. A differenza degli altri pini (a parte il pino silvestre), può essere molto ricco in delta3-carene, che non è quindi un segno di cattiva conservazione o di olio vecchio. I composti maggioritari dell'olio distillato nel 2016sono:

  • alfa-pinene (11%)
  • delta3-carene (22%)
  • beta-fellandrene (17%) 
  • cariofillene (7%).

Interessante la presenza di composti solitamente preseti in percentuali minori, come germacrene D (3,6%), e cadinolo (4,3%) oltre all'acetato di bornile (3%).  Molto importanti per il carattere di questo olio  sono le aldeidi in traccia, come cuminaldeide, aldeide C6 ed anisaldeide, e l’acetato di bornile.

Non viene spesso adulterato dato che il prezzo non è elevatissimo, ma dati i grandi volumi usati dall'industria, è possibile che venga adulterato con altri oli essenziali di pino più economici o con trementina.

L'olio di mugo ha una lunga storia ed è usato nell'industria dei preparati balsamici ed espettoranti. Indubbiamente ha effetti balsamici ed espettoranti e moderatamente antisettici a livello del tratto respiratorio; testato in vitro ha mostrato un’attività anti-erpetica e moderatamente antinfiammatoria, anche se ha un effetto iperemico sulla pelle. Viene usato in combinazione con altri oli di aghi di conifera (Abete bianco e rosso), con l’olio di lavandino, di rosmarino, di salvia e di ylang ylang, soprattutto come fragranza ambientale, prodotti per il bagno, per dare note fresche nelle fragranze maschili.

Gli utilizzi tradizionali includono nevralgia e reumatismo in applicazione topica, e bronchite. Il dosaggio in inalazione non dovrebbe superare le 4-5 gocce per 3-4 volte al giorno. L’utilizzo esterno su aree limitate può arrivare a concentrazioni del 10%, mentre per applicazioni estese non bisognerebbe superare il 2%.

Come additivo da bagno deve essere prima solubilizzato in un emulsionante, come un sapone liquido, e poi disciolto nell’acqua del bagno, a dosi che non superino le 20 gocce di olio essenziale per bagno.

Una ricetta facile per la pulizia e la profumazione delle superfici:

• 150 ml acqua distillata

• 8 ml aceto

• 15 gocce di olio essenziale di pino mugo

• 6 gocce di olio essenziale di arancio (Citrus sinensis)

Mettere in una bottiglia di vetro con nebulizzatore e ricordarsi di scuotere bene prima dell’utilizzo.

L'olio distillato di fresco è molto sicuro, ma quando è ossidato può dare dei problemi di sensibilizzazione in alcuni individui (l'auto-ossidazione del delta3-carene, del (+)-limonene e/o dell'alfa-pinene, può produrre perossidi). Alcuni test al 12% di concentrazione hanno causato reazioni dermatosiche in soggetti allergici, ma l'olio era con tutta probabilità ricco in perossidi.

Acquistate quindi solo oli che non siano stati prodotti più di un anno e mezzo fa, e conservateli al fresco e al riparo dalla luce. In caso l'olio fosse chiaramente ossidato (molto oltre alla data di scadenza, colore scuro, più denso del normale) non utilizzarlo.  Eventualmente l'aggiunta di un antiossidante riduce molto i rischi. 

 

Olio essenziale di Eucalipto

Olio essenziale di Eucalipto

Nome botanico: Eucalyptus globulus Labill. (Myrtaceae)

Parte usata: foglie fresche o secche.

Provenienza: gli alberi sono, a parte poche eccezioni, originari dell’Australia e della Tasmania, ma sono ora coltivati in tutto il mondo.

Caratteristiche chimiche: dominati da 1,8-cineolo (arriva al 70%) e da monoterpeni come ?-pinene, ma è ricco di altri composti quali terpinil acetato, globulolo, viridiflorolo, gamma-terpineolo, aromadendrene, cubeban-11-olo, rosifoliolo, ?-fellandrene e beta-cariofillene. Monoterpeni (> 20%) (+)-alfa-pinene, beta-pinene, limonene, para-cimene, alfa-terpinene.

Caratteristiche organolettiche: l’OE non rettificato è di colore verde-giallo, mentre quello rettificato è trasparente. Odore pulito, cineolico, canforato, senza un carattere troppo pinaceo. Nota finale leggera ma saponosa, che si trasforma alla fine in un carattere leggermente legnoso, forse di legno di guaiaco.

Adulterazione: L’OE di E. globulus (e in minor misuradi E. radiata) è il più comune sul mercato ed è molto economico, quindi l’adulterazione su grande scala non è probabile. Nonostante ciò, l’alta percentuale di cineolo presente negli OE commerciali può far pensare a casi di adulterazione con cineolo sintetico, magari per “rinforzare” un OE debole nel composto ritenuto il più importante.

Sicurezza: i prodotti contenenti OE di eucalipto non devono essere applicati vicino alle narici dei bambini di età inferiore ai 10 anni. L’uso interno è controindicato in bambini, pazienti con gastroenteriti, o con disordini epatici, e in donne in gravidanza. È un efficace rimedio terapeutico per un utilizzo nel breve termine e occasionale, ma non per un utilizzo regolare nel massaggio, nelle inalazioni e nei bagni, se non sotto controllo di un professionista.

Effetti: gli OE di eucalipto ricchi in cineolo hanno un effetto di tipo stimolante del SNC. In inalazione e in ingestione ha un effetto positivo sulla memoria a breve termine e di consolidamento in memoria a lungo termine. Ha anche moderata attività antimicrobica, su Listeria monocytogenes, Staphylococcus aureus, Pseudomonas aeruginosa, Bacillus subtilis, Enterococcus faecalis, Escherichia coli e su vari dermatofiti. Ha una moderata attività antinfiammatoria. Se applicato al torace insieme a menta e pino, ha effetto mucolitico, antitossivo ed antispasmodico a livello polmonare. L’OE ha un effetto stimolante sui recettori per il freddo, causando la sensazione di una respirazione migliorata e di un effetto decongestionante.

Indicazioni: inalazione, o creme, unguenti o gel al 20% di OE (max) si possono usare per applicazioni su torace o schiena in caso di problemi respiratori caratterizzati da catarro (raffreddore, bronchite cronica, sinusite). Non consigliato da solo per tossi molto secche e irritative, meglio usare anche OE come lavanda, achillea o canapa. Applicazioni locali su articolazioni per effetto revulsivo (problemi reumatici, dolori muscolari), oppure in caso di infezioni micotiche o batteriche della pelle, associato ad OE più antisettici. Può aiutare la concentrazione e la memoria a breve termine, ed essere utile in caso di debilitazione nervosa. È possibile usarlo con grande cautela nel bagno, con un massimo di 10 gocce premiscelate a sapone liquido e ben disperse nell’acqua.