Olio essenziale di cipresso comune

Proseguiamo la pubblicazione delle minimonografie degli olii da conifere con l’olio essenziale di cipresso comune.

Cipresso

Nome botanico: Cupressus sempervirens L. (Pinaceae)

Parte usata: ramoscelli fogliari terminali, raramente coni (“galbuli”).

Provenienza: Grecia e Creta, ma coltivato in tutto il Mediterraneo (Francia, Spagna e Marocco).

Caratteristiche chimiche: composti maggioritari alfa-pinene (20-52%), delta3-carene (15-21%), cedrolo (2-7%) e borneolo (1-8,7%); il deca-2-(E)-dienil isovalerato contribuisce fortemente all’aroma dell’olio.

Caratteristiche organolettiche: liquido da incolore a giallo pallido. Il deca-2-(E),4-(Z)-dienil isovalerato contribuisce molto al profilo olfattivo. Odore speziato, reminiscente di ginepro e pino. Carattere legnoso e verde.

Adulterazioni: spesso grossolanamente tagliati con misture di delta-3-carene e pineni, e piccole quantità di deca-2-(E),4-(Z)-dienil isovalerato di sintesi per riportare alla normalità l’odore, altrimenti troppo grossolano.

Attività: si può supporre che questo materiale sia antisettico, deodorante, decongestionante, mucolitico ed espettorante. Utilizzato nelle fragranze maschili come parte degli accordi resinosi, oppure per aumentare la nota fresca degli accordi erbacei.

Sicurezza: potrebbe portare a sensibilizzazione cutanea se ossidato. In caso di OE ossidati, evitare l’uso.

Olio essenziale di cedro

Torna il freddo (più o meno) e torniamo a parlare di conifere, in particolare dell’olio essenziale di cedro.  Abbiamo già parlato delle nostre essenze locali, e continuiamo il viaggio nelle piante resinose con olii essenziali parlando dei due cedri: il cedro dell’Atlante ed il cedro himalaiano, fonti di olii essenziali dalla composizione, e dal profilo olfattivo, molto particolare, diverso dalle solite conifere.

Questo è il momento nel quale a Gadoi iniziamo a raccogliere e distillare gli aghi di Pino mugo, Abete bianco, Abete rosso e Ginepro.  Ed è anche il momento nel quale, tradizionalmente, si utilizzano di più i rimedi e gli olii essenziali a base di conifere, per la loro attività balsamica e mucoattiva.

 

Olio essenziale di Cedro dell’Atlante

Nome botanico: Cedrus atlantica (Endl) Manetti ex Carriere (Pinaceae)

Sinonimo: C. libani subsp. atlantica (Endl.) Batt. & Trab.

Parte usata: legno, scarti di segheria, segatura.

Provenienza: Marocco e Algeria Nord-Ovest, catena dell’Atlante

Caratteristiche chimiche: l’olio essenziale di cedro dell’Atlante contiene principalmente sesquiterpeni come alfa-, beta- e gamma-imachalene (che arrivano fino al 70%), oltre a vari isomeri dei chetoni di alfa- e gamma-atlantone, soprattutto (E)-(+)-alfa-atlantone (10-15%) che con il loro odore dolce di legno contribuiscono molto al profilo olfattivo. Altri composti importanti sono il deodarone, l’imacalolo, l’isocedranolo. Monoterpeni come alfa-pinene solo in tracce.

Caratteristiche organolettiche: liquido mobile di colore da giallo-marrone a marrone. Odore resinoso, legnoso-sporco, urinico. Nota finale ancora sporca con una parvenza di plastilina; molto persistente.

Adulterazione: nella vulgata il termine Cedro/Cedar viene usato per altre conifere fonte importante di oli essenziali, che possono anche essere fonte di adulterazione: Chamaecyparis lawsoniana; C. obtusa; Juniperus virginiana; Juniperus ashei; J. mexicana; J. procera; Thuja occidentalis; T. plicata; Thujopsis dolabrata.

Attività: batteriostatico, fungitossico, rubefacente. Da inferenze relative al contenuto in composti chimici e da generalizzazioni da casi clinici, e da scarsi dati sperimentali, si può supporre che questo materiale sia antispasmodico, repellente per insetti, antiseborroico, espettorante e mucolitico.

Sicurezza: nessun rischio e nessuna controindicazione conosciuta, ma è da evitare l’assunzione per bocca in gravidanza, non per esistenza di dati certi sulla sua tossicità, ma per la loro mancanza. Nell’incertezza è preferibile usare maggiori cautele. L’inclusione dell’olio essenziale di cedro tra quelli a rischio ossidativo non ha alcuna base scientifica e sembra suggerito dalla mera appartenenza del genere alle Pinaceae.

 

 

Olio essenziale di Cedro Himalaiano

Nome botanico: Cedrus deodara (D Don) G Don (Pinaceae)

Parte usata: Legno, scarti di segheria, ceppi e segatura. Più raramente foglie. Estrazione in corrente di vapore. L’olio non è stato prodotto prima degli anni cinquanta.

Provenienza: pendii himalaiani dell’India settentrionale.

Caratteristiche chimiche: l’olio essenziale di cedro himalaiano è dominato dai sesquiterpeni come alfa-, e beta-imachalene (che arrivano fino al 50%) e da alfa-cedrene (12-16%), anche se secondo Burfield (2017) l’olio è caratterizzato dalla presenza di borneolo. L’odore caratteristico è dato dalla presenza di p-metil-delta-3-tetraidroacetofenone, ma importanti paiono essere anche p-metil acetofenone, cis– e trans– atlantoni, alfa- e beta-imachalene, ar-diidroturmerone, (+)-imacalolo e (+)-alloimacalolo.

Caratteristiche organolettiche: è un olio piuttosto raro, non è stato oggetto di commercio fino agli anni Cinquanta. L’olio essenziale grezzo, piuttosto raro sul mercato, è un liquido vischioso, color arancio-marrone, con odore resinoso e legnoso con carattere aromatico/urinico, secondo alcuni autori con un suggerimento di mirtillo. L’odore è a volte meno spiacevole e più rotondo dell’olio rettificato. L’olio essenziale rettificato è meno denso, e ha un colore dal giallo marrone al marrone rossiccio. L’odore è leggermente sporco, grezzo e legnoso, con note dolci e resinose. È più leggero del Cedro dell’Atlante, con un aspetto citrico di limonene. Anche in questo caso possiamo avvertire un suggerimento di mirtillo. La nota finale è sporca e di legno, con reminiscenze di narciso. Esiste anche un olio essenziale ricavato dagli aghi (resa 0,22%), di colore giallo pallido, con odore fresco e nota finale delicata, di pino, quasi acquosa.

Adulterazione: l’olio commerciale è di solito rettificato per migliorarne l’aroma. È stato usato nel passato per adulterare l’olio essenziale di sandalo.

Attività: antiallergica, antinfiammatoria, analgesica, antifungina, spasmolitica, insetticida, molluschicida, rilassante.

Sicurezza: potrebbe essere moderatamente tossico, e non esistendo dati, è preferibile evitare del tutto il suo utilizzo su pelle o mucose lesionate. Non ci dovrebbero essere problemi nell’utilizzo esterno, opportunamente diluito, in gravidanza, e in bambini fino ai 12 anni. L’inclusione dell’olio essenziale di cedro tra gli oli a rischio ossidativo non ha alcuna base scientifica e sembra suggerito dalla mera appartenenza del genere alle Pinaceae.

Olio essenziale di abete bianco

Olio essenziale di abete bianco : caratteristiche e ricetta

La seconda conifera che abbiamo distillato nel 2016 (dopo il pino mugo) è stato l'abete bianco, il cui nome botanico è Abies alba Mill.  (sin: Abies pectinata (Lam.) Lam. & DC.) (Pinaceae). L'albero è tipico delle regioni montagnose dell’Europa Meridionale tra i 400 e i 2000 mslm. Nel passato da questa specie si otteneva la “Trementina Alsaziana” o “Trementina di Strasburgo”, e dai suoi coni un olio essenziale detto “Olio di Templin” ( sarà il prossimo olio di conifere che produrremo!)

Caratteristiche

Anche in questo caso l'olio essenziale è stato estratto da aghi e dei ramoscelli fogliari in distillazione in corrente di vapore, e come la maggior arte degli oli da conifere, è caratterizzato chimicamente dai monoterpeni. Si presenta come un liquido trasparente, limpido e di color giallo pallido, con odore fresco, leggero, radiante e dolce con aspetto balsamico e nota citrica. La nota di testa è fresca e alta, che richiama resine e aghi di pino, il corpo è resinoso e di carattere lavandato e quasi fruttato.  I composti come canfene, limonene e alfa-pinene hanno mostrato attività secretolitica.

Nel passato questo olio, la resina e la trementina sono stati usati per come secretolitici, balsamici, espettoranti e moderatamente antisettici sulla mucosa respiratoria bronchiale, ed iperemici o rubefacenti sulla pelle, oltre che deodoranti. Sono stati usati per reumatismo, artrite, dolori muscolari in applicazione topica; in inalazione per problemi respiratori come bronchite, tosse, sinusite, raffreddore e influenza, e in genere problemi catarrali. Sembra esercitare una certa attività stimolante del SNC ed è risultato efficace come repellente per le zanzare

Nota Bene: nessun olio essenziale derivato delle Conifere dovrebbe essere utilizzato se troppo vecchio, ossia se eccessivamente ossidato, poiché potrebbe causare irritazione. In termini temporali l'olio essenziale, se ben conservato, diventa “vecchio” in 12-18 mesi.

Una ricetta facile per una lozione per le mani.

• 60 g di gel di Aloe vera

• 24 gocce di olio essenziale di Abies alba

• 12 gocce di olio essenziale di Tea Tree (Melaleuca alternifolia)