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Benvenuti a tutte e a tutti.

Siete sulla pagina degli aggiornamenti, che riporterà gli articoli del nostro blog e tutte le nuove informazioni e gli aggiornamenti relativi ai nostri prodotti, ai corsi che organizziamo, e cosi via.

Per il momento potete consultare il nostro calendario dei corsi (Prossimi corsi Gadoi), e il nostro manuale introduttivo: come usare gli oli essenziali e le acque aromatiche, buona lettura!

Il team Gadoi

Olio essenziale di Elicriso

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Continuiamo il viaggio nelle essenze sarde del progetto Gadoi con una delle piante più tipiche della macchia sarda, e che si accompagna spesso con il Lentisco che abbiamo visto precedentemente, l’Elicriso. Anche se in molti visitatori delle coste sarde dicono di non riconoscere l’elicriso dalle foto, nella maggior parte dei casi non appena ne sentono l’aroma lo riconoscono come il carattere tipico della macchia sarda (e corsa), che la differenzia da altre macchie emditerranee grazie a questo aroma dolce e speziato, che ha portato gli inglesi a chiamare l’elicriso la “curry plant”.

Olio essenziale di Elicriso

 

Nome botanico: Helichrysum italicum (Roth) G. Don (Asteraceae)

Sinonimo: Gnaphalium italicum Roth

Parte usata: fiori.

Provenienza: distribuita in Europa del sud (Corsica, Sicilia, Cipro) e in Africa nord occidentale. Coltivata in Francia meridionale, Italia, Balcani e altre regioni mediterranee.

Caratteristiche chimiche: olio dalla grande complessità e variabilità a seconda della provenienza geografica. Tipicamente contiene alfa-cis-bergamotene, isoitalicene, alfa – beta – gamma – curcumenelinalolo, nerolo, guaiolo, eudesmoloacetato di nerile, propanato di nerileitalidione I, II, e III.

Caratteristiche organolettiche: liquido mobile giallo o ambrato, o a volte una pasta morbida che si scioglie poco sopra la temperatura ambiente. Odore speziato, legnoso, leggermente di seme, forse di semi di sedano, fiore d’arancio, lo zafferano. Nota finale ancora di sedano e fruttata.

Sicurezza: non è stato studiato per la sua tossicità e sicurezza.

Effetti: attività antibatterica, antinfiammatoria e vulneraria.

Olio essenziale di Lavanda ibrida

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Con il nuovo anno iniziamo a considerare olii essenziali di altre famiglie botaniche. Iniziamo con uno degli olii più comuni sul mercato, l’olio di lavanda ibrida, che probabilmente qualche volta avete acquistato pensando fosse lavanda vera. Naturalmente si tratta sempre di una lavanda, ma questa lavanda è un ibrido tra la più famosa Lavandula angustifolia o lavanda vera (una lavanda adattata agli ambienti montani), e la Lavandula latifolia, la lavanda delle pianure e degli habitat più caldi e mediterranei.

 

Olio essenziale di lavanda ibrida

Nome scientifico: Lavandula x intermedia Emeric ex Loisel (Lamiaceae). NB: è un ibrido tra la Lavandula angustifolia L. e la Lavandula latifolia Medicus

Sinonimo: Lavandula x burnati Briq.  

Sinonimo italiano: Lavandino

Parte usata: le cime fiorite fresche.

Provenienza: si coltiva su larga scala nel sud della Francia: minori quantità sono coltivate in Argentina, Italia, Spagna, Ungheria, ex Yugoslavia e Australia.

Caratteristiche chimiche: i composti più importanti sono esteri come l’acetato di linalile, l’acetato di terpinile, di geranile e di lavandulile, alcoli come il linalolo (> 41%), il terpinen-4-olo, l’alfa-terpineolo, il borneolo e il geraniolo, e chetoni come la canfora (0,4-12%).

Caratteristiche organolettiche: il colore va dal giallo chiaro all’incolore. Odore fruttato-lavandato, fresco erbaceo e dolce quando appena prodotto. Gli OE in commercio sono tendenzialmente meno dolci e più verdi, con più carattere chetonico. Nota finale debole ma dolce, cumarinica con una certa nota di lavanda.

Adulterazione: solitamente non viene adulterato, bensì usato come sostituto o come adulterante della lavanda vera.

Effetti: effetto simile alla lavanda vera, probabilmente meno rilassante, a seconda del contenuto in canfora e 1,8-cineolo, composti stimolanti il SNC. È antispasmodica, antimicrobica, insettifuga, antiparassitaria, analgesica, e stimolante.

Indicazioni: infezioni cutanee, ferite, prurito, congestioni nasali e bronchiali, dolori muscolari, articolazioni rigide, contratture, crampi e reumatismi.

Sicurezza: non tossico, non irritante a basse dosi e non sensibilizzante a basse dosi. Cautele in caso di epilessia (solo per l’assunzione per via orale). Controindicazioni: gravidanza primo trimestre (per via orale).

Olio essenziale di Lavanda vera

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Dopo la pubblicazione della minimonografia sull’olio di lavanda ibrida o lavandino, passiamo a quella della più famosa (ma meno usata) lavanda vera, la lavanda che ha fatto la fortuna dell’Alta Provenza e di Grasse, ma che trova un habitat ideale anche sulle nostre montagne.

 

Olio essenziale di Lavanda vera

Nome botanico: Lavandula angustifolia Mille. (Lamiaceae)

Sinonimo: Lavandula vera DC.

Parte usata: cime fiorite in distillazione in corrente di vapore.

Provenienza: la lavanda francese si è originata in Persia o nelle Isole Canarie. Si trova nel Mediterraneo, nel Nord America, in Australia (Tasmania), ed è coltivata in tutto il mondo.

Caratteristiche chimiche: è estremamente variabile in composizione, a seconda dell’area geografica nella quale viene coltivata. I composti più importanti sono esteri come l’acetato di linalile, l’acetato di terpinile, di geranile e di lavandulile, e alcoli come il linalolo (> 41%), il terpinen-4-olo, l’alfa-terpineolo, il borneolo e il geraniolo. Altri composti sono alfa-pinene, canfene, beta-cariofillene, beta-farnesene, linalolo ossido ecc.

Caratteristiche organolettiche: liquido da incolore a giallo verde. L’aroma è caratteristico ma molto variabile a seconda del paese d’origine, della varietà botanica, del metodo di distillazione e dell’età. Il profumo è dolce ed erbaceo, solo leggermente canforato, in genere morbido, pieno e rotondo, con una distinta nota fruttata in testa. Nota finale dolce e di fieno, con solo poco del carattere di lavanda presente nella nota di testa.

Adulterazione: comunissima, vista l’importanza dell’olio, la sua fama e i volumi produttivi. Tipicamente sono utilizzati OE di lavanda provenienti dalla Bulgaria, ma anche salvia spagnola, OE di eucalipto, linalolo e acetato di linalile sintetici e naturali, olio di Ho frazionato, metil etil chetone, metil amil chetone, criptone, lavandulolo e acetato di lavandulile, 4-terpinenolo, borneolo ecc.

Sicurezza: non tossico, non irritante a basse dosi e non sensibilizzante.

Effetti: la lavanda è rilassante, sedativa e ansiolitica in inalazione e in ingestione; è antimicrobica, insettifuga, acaricida, leggermente analgesica a contatto, anticonvulsiva e antinfiammatoria.

Indicazioni: studi clinici hanno mostrato la sua utilità in caso di insonnia, stress, ansia e nervosismo. Sembra utile anche in casi di piccola depressione e tensione premestruale. A livello topico si usa per prurito, abrasioni e foruncoli; per inalazione in caso di congestioni nasali e bronchiali.

Olio essenziale di cipresso comune

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Proseguiamo la pubblicazione delle minimonografie degli olii da conifere con l’olio essenziale di cipresso comune.

Cipresso

Nome botanico: Cupressus sempervirens L. (Pinaceae)

Parte usata: ramoscelli fogliari terminali, raramente coni (“galbuli”).

Provenienza: Grecia e Creta, ma coltivato in tutto il Mediterraneo (Francia, Spagna e Marocco).

Caratteristiche chimiche: composti maggioritari alfa-pinene (20-52%), delta3-carene (15-21%), cedrolo (2-7%) e borneolo (1-8,7%); il deca-2-(E)-dienil isovalerato contribuisce fortemente all’aroma dell’olio.

Caratteristiche organolettiche: liquido da incolore a giallo pallido. Il deca-2-(E),4-(Z)-dienil isovalerato contribuisce molto al profilo olfattivo. Odore speziato, reminiscente di ginepro e pino. Carattere legnoso e verde.

Adulterazioni: spesso grossolanamente tagliati con misture di delta-3-carene e pineni, e piccole quantità di deca-2-(E),4-(Z)-dienil isovalerato di sintesi per riportare alla normalità l’odore, altrimenti troppo grossolano.

Attività: si può supporre che questo materiale sia antisettico, deodorante, decongestionante, mucolitico ed espettorante. Utilizzato nelle fragranze maschili come parte degli accordi resinosi, oppure per aumentare la nota fresca degli accordi erbacei.

Sicurezza: potrebbe portare a sensibilizzazione cutanea se ossidato. In caso di OE ossidati, evitare l’uso.

I nostri amici di Dropsmith

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Qualche tempo fa, ad una conferenza a Brighton (ma forse ci eravamo incrociati anche prima) ho incontrato Melani Kovacs. Melani è una aromaterapeuta ed insegnante di aromaterapia slovena, direttrice dell’Aromainstitut di Lubiana ed ideatrice del progetto DropSmith, a cui Gadoi è orgoglioso di avere contribuito.

Dropsmith è un database sugli olii essenziali molto particolare; è stato pensato per facilitare la lettura dei dati di chimica con diagrammi a torta, e per fornire informazioni sulle attività e sulla tossicità sia degli olii sia delle loro molecole.  Ma soprattutto Dropsmith descrive olii essenziali veri, non loro idealizzazioni o generalizzazioni. Infatti il database contiene i dati relativi a campioni di olio essenziale provenienti da tutto il mondo da vari produttori, per cui è possibile comparare la composizione di olii essenziali provenienti dalla stessa specie ma da diverse aree geografiche. 

È inoltre possibile per i formulatori usare questo database per immaginare quali olii usare (o non usare) nelle loro formule a partire dalle molecole che essi vogliono avere (o non avere) nella loro miscela; oppure si può partire dalle attività desiderate per risalire alle molecole e agli olii essenziali.  Il progetto è molto ambizioso, ma più numerosi saranno coloro che contribuiscono al progetto, più esso sarà utile ed interessante.  

Qui un video introduttivo.

 

L’intervista!

Per sapere come è nata l’idea di questo progetto, l’ho chiesto alla diretta interessata:

L’idea è nata all’inizio della mia carriera come aromaterapeuta, perché avevo una formazione universitaria in ingegneria informatica ed avevo sempre pensato di creare una app per computer che rendesse le cose più semplici, più chiare, che fornisse una infografica utile a condensare le informazioni in una sola schermata. In effetti 8-9 anni fa iniziai a programmare una app differente che però non fu mai finita.  L’idea comunque continuò a crescere nel corso degli anni insieme alle mie conoscenze e alla mia esperienza di insegnamento. Ho sempre insegnato l’aromaterapia basandomi sulla chimica degli olii essenziali e fin dall’inizio utilizzai lo strumento dei diagrammi a torta  per le note da dare ai miei studenti, come anche delle carte con diagrammi a torta per facilitare la formulazione delle miscele.

Ma come molti di voi, notai sin dall’inizio che qualcosa con la divisione in famiglie chimiche non tornava, anche se negli anni, avendo lavorato molto con questi diagrammi, ho individuato delle connessioni tra composizione chimica ed attività non menzionate nei testi, e la mia esperienza didattica mi ha convinta che le famiglie chimiche siano comunque uno strumento utile per iniziare ad imparare l’aromaterapoia.

Ecco allora come è iniziato tutto

Negli anni io ed i miei studenti abbiamo continuato a porci sempre più domande sulla relazione tra composizione chimica ed attività degli olii essenziali, e per questo desideravo creare una app sempre più precisa. Questa è la ragione principale per la quale ho incluso nella app i venditori/produttori di olii essenziali oltre che gli utenti, perché gli olii essenziali possono essere estremamente diversi tra loro e voglio far passare questo messaggio.  E anche perché il mio sogno è quello di essere in grado, un giorno, di analizzare e studiare la chimica esatta dell’olio che ho in mano.

Volevo anche essere molto precisa nel riportare le fonti, in modo che chi usa la app possa capire da dove proviene l’informazione che sta usando e se è rilevante o meno per l’uso che intende fare dell’olio essenziale. Volevo che l’utente fosse in grado non solo di sapere che il dato olio è antibatterico o antinfiammatorio, ma anche su quale battere o su quale meccanismo esatto è risultato essere efficace.  E volevo raccogliere in un sola app tutta questa informazione, che esiste ma raramente è disponibile in un solo luogo. 

Questa è stata la parte più difficile da risolvere, come raccogliere tutta questa informazione con pochi fondi a disposizione. Fortunatamente ho dei colleghi stupendi all’Università di Ljubljana, presso la Facoltà di Farmacia, ed avevo già collaborato con loro ad altri progetti precedentemente, e quando dissi loro del lavoro che intendevo fare si mostrarono subito entusiasti  e onestamente disponibili ad appoggiare il progetto.

È così che ho ottenuto le analisi gratuite per gli olii essenziali: ne abbiamo fatto un progetto. Io li avrei messi in contatto con i distillatori, e avremmo ottenuto dei campioni di olii essenziali gratuitamente, i distillatori avrebbero ottenuto l’analisi GC gratuita per i loro olii, gli studenti avrebbero fatto ricerche sugli olii essenziali analizzati per il loro master, e io alla fine avrei ottenuto dei riferimenti per Dropsmith.

È stato molto interessante collaborare e parlare con tutti i distillatori perché molti di loro non potevano permettersi analisi o persino sapere dove rivolgersi per ottenerle. Questa parte del progetto mi è piaciuta molto, e grazie a questo ho effettivamente collegato alcune persone che hanno iniziato nuovi progetti per conto proprio. Quindi è stata una situazione win-win di grande successo.

L’assistente professore Nina Kočevar Glavač, M. Pharm., Ph. D., è stato colei che mi ha aiutato a coordinare e comunicare con gli studenti, e il professore associato Damjan Janeš, M. Pharm., Ph. D. si è davvero entusiasmato per la parte chimica e mi ha aiutato molto. Quindi, dopo che io avevo inserito i 4500 componenti chimici nei sottogruppi che conoscevo, li ha controllati per assicurarsi che fossero corretti e quindi ha deciso di creare altri 30 sottogruppi. Il nostro obiettivo è, dopo un po’ di tempo, quando avremo ottenuto maggiori informazioni sulle proprietà delle componenti chimiche, confrontarle e finalmente vedere se sono o non sono generalizzabili. E non parlo solo delle categorie normalmente citate, ma anche dei chetoni aromatici, dei sesquiterpeni ossidi, degli N-eterocicli, dei solfuri ecc.

Non vedo l’ora.

Devo anche menzionare il programma di cosmetici VIST (Higher School of Applied Sciences) in cui insegno aromaterapia e chimica degli olii essenziali. Hanno contribuito in parte alla ricerca,  e la dott.ssa Katja Žmitek, ha anche aiutato per la parte chimica quando il dr. Janež non era disponibile.

Quindi, non sono sicura  che sarei stata in grado di realizzare questo progetto senza alcune persone fantastiche che hanno sostenuto l’idea. Anche se devo dire che ho die farmacisti che lavorano per me e fanno ricerca su tutti gli olii essenziali che non sono stati ancora inclusi nel progetto e poi ci sono professionisti di IT, design, marketing, testi, video e molto altro che fanno la loro parte. È stato di grande aiuto il fatto che nella mia “vita precedente” lavoravo come grafica e web designer, quindi avevo un’idea ben precisa di come volevo che tutto apparisse, e con l’addestramento al computer, sono stata in grado di preparare tutti i dati per la programmazione e spiegare cosa è collegato a cosa – la parte più difficile e cruciale; ad esempio che diversi profili di sicurezza sono collegati a chemiotipi differenti, ecc.

Devo anche menzionare la mia meravigliosa suocera (farmacista) che finanzia la parte informatica e senza di lei, Dropsmith rimarrebbe solo nella mia testa.

Potrei andare avanti all’infinito e molte persone mi hanno aiutato con piccole cose o solo parole di incoraggiamento quando volevo rinunciare, ma sono già molte informazioni e spero sia stato interessante leggere 🙂

I nostri olii su Dropsmith

Come dicevo, siamo orgogliosi di collaborare al progetto Dropsmith. Qui di seguito potete avere un’idea del funzionamento del database usando i nostri olii essenziali come test. Per avere accesso ai dati completi è necessaria un’iscrizione

Cannabis

Assenzio

Artemisia dei Verlot

Pino mugo

Abete bianco

Abete rosso

Lavandino

Lavanda 1

Lavanda 2

Elicriso

Eucalipto sardo

Santoreggia

Rosmarino

Pistacia lentiscus

Ginepro

Achillea